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Addio al Dps. Non alla sicurezza

di Antonio Ciccia 

Semplificazione privacy pesante per imprese, professionisti e p.a. È stato, infatti, abolito il Dps privacy. Non occorre, quindi, più redigere un documento programmatico sulla sicurezza e non occorre aggiornarlo di anno in anno. L'articolo 45 del decreto legge 5/2012 (il cosiddetto decreto semplificazioni), infatti, abroga la lettera g) dell'articolo 34, comma 1, del codice della privacy (dlgs 196/2003). L'abolizione dell'adempimento è l'ultimo atto di una serie di tentativi (andati a buon fine) tesi a eliminare un adempimento che ha avuto alterna fortuna. Mentre da alcuni è stato apprezzato in quanto strumento organizzativo efficace, da molti, invece, è stato criticato per i suoi costi diretti e indiretti. La redazione del Dps comporta il ricorso, di norma, a un consulente con i conseguenti oneri. Viene così smantellato un pezzo importante della disciplina della privacy, della quale sopravvivono le altre misure di sicurezza diverse dal Dps, gli obblighi di informativa e di consenso, di nomina di responsabili e incaricati del trattamento.

Attenzione però a non scambiare l'abolizione del Dps con l'abolizione delle misure di sicurezza: un conto è mettere in sicurezza l'azienda (obbligo rimasto fermo), un altro è stendere un documento che attesta le condizioni di sicurezza (adempimento saltato). Il decreto 5/2012 abroga il documento (in tutte le sue parti), ma non abroga la sicurezza privacy.

Peraltro nel corso degli anni si sono registrati, proprio sul Dps, altri interventi di semplificazione, seppure «leggera», mentre ora l'articolo 45 del decreto 5/2012 passa a una semplificazione «pesante». Per il trattamento dei dati con strumenti elettronici, dunque, non è più necessaria, quale misura minima di sicurezza, la tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza. Oltre alla stesura iniziale del Dps era anche previsto un aggiornamento annuale, entro la fine di marzo. Anche questo ovviamente scompare.

Così come scompare l'obbligo di riferire, nella relazione accompagnatoria del bilancio d'esercizio, se dovuta, dell'avvenuta redazione o aggiornamento del documento programmatico sulla sicurezza (paragrafo 26 dell'allegato B) al codice della privacy). Il decreto prevede anche la soppressione delle norme tecniche di dettaglio sul Dps inserite dell'allegato B) al codice della privacy e in particolare i paragrafi da 19 a 19.8.

Viene eliminato anche, conseguentemente, l'obbligo alternativo al Dps (in alcuni casi specifici e soprattutto per Pmi) di attestazione autocertificata di rispettare le misure minime di sicurezza. Stessa abolizione va registrata anche per il Dps semplificato.

Va, tuttavia, sottolineato che il Dps costituiva una misura «minima» di sicurezza e che l'osservanza delle misure minime serve a evitare sanzioni penali. Con l'abolizione del Dps, dunque, chi non lo fa non rischia più sanzioni penali (così come chi non lo ha fatto finora, stante la retroattività della legge penale posteriore più favorevole al reo).

L'abolizione riguarda tutti i titolari di trattamento senza distinzione e quindi sia micro che macro imprese, studi professionali, società, enti e associazioni ed enti pubblici.

E l'abrogazione dell'obbligo di stesura del documento programmatico sulla sicurezza comporta anche l'abolizione del reato di cui all'articolo 169 del codice della privacy e anche le sanzioni amministrative previste dall'articolo 162, comma 2 bis, naturalmente nella parte che riguarda il documento stesso.

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