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Addio agli inadempienti

I gravi inadempimenti del revisore legale, nell’esercizio della sua funzione, costituiscono una giusta causa di revoca, mentre il mancato pagamento del corrispettivo può legittimare le dimissioni del revisore ma solo dopo la messa in mora della società che ha conferito l’incarico.

Per i revisori inattivi, i corsi di formazione legittimano l’assunzione dell’incarico solo entro il biennio successivo.

Sono queste le principali novità che emergono dai due regolamenti concernenti «Le modalità di revoca, dimissioni o risoluzione consensuale dell’incarico di revisione legale» e la «Sezione dei revisori inattivi». I due regolamenti sono stati approvati rispettivamente con i decreti 28/12/2012 n. 261 e 8/1/2013 n. 16, entrambi pubblicati in G.U. n. 43 del 20/2/2013 vigenti dallo stesso giorno (cioè da ieri).

Il regolamento sulla revoca, dimissioni e risoluzione del contratto. Molte situazioni che costituiscono giusta causa di revoca possono determinarsi all’interno dei gruppi. Fra esse il regolamento prevede: il cambio del soggetto che, ai sensi dell’art. 2359 c.c., esercita il controllo della società assoggettata a revisione; il cambio del revisore del gruppo cui appartiene la società revisionata; i cambiamenti all’interno del gruppo cui appartiene la stessa società tali da impedire al revisore legale del gruppo di acquisire elementi necessari alla corretta attività di revisione. Le stesse situazioni possono determinare le dimissioni dall’incarico del revisore.

Ulteriori situazioni che giustificano la revoca sono: la sopravvenuta inidoneità del revisore legale o della società di revisione legale ad assolvere l’incarico ricevuto, per insufficienza di mezzi o di risorse; la perdita dell’indipendenza del revisore (circostanze che possono determinare anche le dimissioni) il riallineamento della durata dell’incarico a quello della società capogruppo dell’ente di interesse pubblico appartenente al medesimo gruppo; i gravi inadempimenti del revisore legale o della società di revisione legale che incidono sulla corretta prosecuzione del rapporto; l’acquisizione o la perdita della qualificazione di ente di interesse pubblico; nonché il venir meno dell’obbligo di sottostare alla revisione da parte della società.

Le dimissioni possono determinarsi anche in caso di mancato pagamento del corrispettivo, ma solo dopo l’avvenuta costituzione in mora, nonché in situazione di grave e reiterata frapposizione di ostacoli allo svolgimento della revisione. Viene altresì prevista la possibilità di risoluzione consensuale del contratto.

La gestione dei revisori inattivi. Sono inseriti d’ufficio nella Sezione inattivi, prevista dall’art. 8, co. 2, del dlgs. n. 39/2010, i soggetti iscritti nel registro dei revisori legali che non hanno assunto incarichi di revisione legale o non hanno collaborato a detta attività in una società di revisione per tre anni consecutivi, nonché coloro che ne fanno richiesta al Mef anche prima del decorrere dei tre anni. Ricordiamo, in proposito, che i revisori legali al momento della prima iscrizione nel registro sono inseriti nella sezione inattivi, salvo poi transitare nell’elenco dei revisori attivi con l’assunzione del primo incarico di revisione legale ovvero con l’avvio di una collaborazione presso una società di revisione. Se l’assunzione dell’incarico avviene entro il primo anno formativo successivo a quello di iscrizione nel Registro, il revisore è esonerato dagli obblighi formativi.

Il passaggio fra sezione inattivi e elenco revisori attivi, nonché l’assumibilità degli incarichi, sono condizionati al rispetto della formazione obbligatoria e alla tempestiva comunicazione al Mef dell’incarico assunto.

Sono gli obblighi formativi, in particolare, a costituire la chiave di accesso alla revisione attiva. Il revisore, infatti, se non vi partecipa volontariamente, deve frequentare uno specifico corso di formazione ed aggiornamento della durata minima di 60 ore, e per questo è tenuto al pagamento del contributo annuale per la formazione. Se il revisore, tuttavia, non assuma un incarico di revisione entro due anni dalla data di conclusione del corso di formazione, lo stesso resta privo di effetti.

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