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Acquisto bond, Berlino difende la Bce

Comincia il momento della verità. Da stamane, la Corte costituzionale federale avvia il lungo esame della politica della Banca centrale europea. Estate di tensione al calor bianco per l’Italia ma anche per Angela Merkel: un no dei giudici supremi alle Outright monetary transactions (Omt, gli acquisti sui mercati secondari di titoli sovrani degli Stati deboli da parte della Bce,

ndr)potrebbe rafforzare il nuovo partito euroscettico e costare ad “Angie” la rielezione il 22 settembre. Così ieri è stata la vigilia di controffensiva delle colombe europee. Primo fra tutti Wolfgang Schaeuble, il potente ministro delle Finanze federale, che ha difeso a spada tratta la strategia di Mario Draghi contro le critiche della Bundesbank. Per seguire con il presidente della Eurotower in persona, con il secondo membro tedesco del board, Joerg Asmussen, col rappresentante austriaco Ewald Nowotny.
«Io credo che la Banca centrale europea si muova entro il suo mandato, e lo faccia nel modo giusto e con successo», ha sottolineato Schaeuble, che oggi a Karlsruhe sarà tra le voci più autorevoli ascoltate dai giudici. «Dirò che le decisioni della Eurotower sono coperte dalla sua autonomia», ha preannunciato,spiegando:«L’annunciodi acquisti illimitati di titoli sovrani di paesi in crisi, su cui l’alta Corte deve pronunciarsi, rientra nel mandato della Eurotower, e ha dato i suoi frutti positivi anche sui mercati finanziari».
Per Mario Draghi, l’appoggio diSchaeuble è stato il regalo più utile. Anche perché è ovvio che — in generale, e tanto più in campagna elettorale — l’autorevolissimo Bundesminister der Finanzen non si è certo mosso senza l’ok di Angela Merkel. E il presidente bce ha subito ricambiato la cortesia. «Finora per gli Omt non si è speso un solo euro, ma dopo il loro annuncio risparmiatori e contribuenti tedeschi rischiano oggi molto meno rispetto a un anno fa», ha detto nell’intervista alla Zdf, la seconda rete tv pubblica federale. «La Bce non interverrà sui mercati primari», egli ha continuato. «Gli Stati indebitati devono dare riforme seriamente, come le fece la Germania nel 2003. Garantiamo che non sceglieremo la linea inflazionistica, non è la strada per uscire dalla crisi, lo so bene io con tutta la mia famiglia: negli anni ‘60 e ‘70 l’alta inflazione annientò quasi tutti i nostri risparmi».
Una sentenza contro gli Omt e la Bce — ha avvertito Joerg Asmussen che oggi parlerà a Karlsruhe a nomedi Draghi — potrebbe avere implicazioni negative notevoli, il programma Omt era necessario, è legalmente ammissibile ed efficace: prima, l’eurozona andava verso la disintegrazione controllata». Con le colombe anche il governatore della Banca centrale austriaca, Nowotny: la politica accomodante bce (tassi bassi, non rialzi come vorrebbe la Buba) «resta necessaria, riflettiamo su cosa accadrebbe se cambiassimo linea». Molte voci a favore della linea Draghi, ma la suspence per «il duello mediatico Bce-Bundesbank» resta tutta. Secondo Guntram Wolff, economista del team Bruegel, qualsiasi sentenza (attesa a settembre, prima o dopo del voto) diversa dalla piena approvazione degli Omt rafforzerebbe la Buba ma anche il partito euroscettico. Alternative fuer Deutschland sottrarrebbe voti a Merkel, minacciando la sua vittoria. E allora la fine dell’euro diverrebbe davvero vicina.
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