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Acquisti online tutelati

In caso di acquisti transfrontalieri i commercianti dovranno trattare gli acquirenti di altri paesi come quelli locali, garantendo accesso agli stessi prezzi. I consumatori potranno fare acquisti online su qualsiasi sito nell’Unione europea, senza essere automaticamente bloccati o reindirizzati verso siti nazionali.

Sarà inoltre vietato trattare gli acquirenti in maniera diversa in base al luogo di emissione della carta di credito o di debito. Lo prevede il regolamento che vieta il geoblocking approvato ieri dal Parlamento europeo con 557 voti favorevoli, 89 contrari e 33 astensioni. Il regolamento deve ancora essere formalmente approvato dal Consiglio. Le nuove norme saranno applicabili nove mesi dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue, ovvero entro la fine del 2018.

Gli acquirenti online avranno dunque un accesso transfrontaliero più agevole a prodotti, prenotazioni alberghiere, noleggio auto, festival musicali o biglietti per parchi di divertimento. Le nuove norme vieteranno il geoblocking degli acquirenti che navigano su siti web di un altro paese dell’Ue e quindi consentiranno a tutti i cittadini europei di scegliere in quali siti acquistare beni o servizi, senza essere bloccati o reindirizzati automaticamente verso un altro sito web a causa della loro nazionalità, del luogo di residenza o dell’ubicazione temporanea. Gli operatori commerciali dovranno trattare gli acquirenti online provenienti da un altro paese dell’Ue allo stesso modo dei clienti locali, consentendo l’accesso agli stessi prezzi o alle stesse condizioni di vendita, in particolare quando si acquistano: beni fisici (ad esempio elettrodomestici, elettronica, abbigliamento) che possono o essere spediti nel proprio stato membro, alle stesse condizioni di consegna offerte agli acquirenti locali, o ritirati in un luogo concordato da entrambe le parti, ad esempio in un paese Ue in cui il commerciante già spedisce la propria merce (gli operatori non sono tenuti a consegnare in tutti i Paesi Ue), servizi elettronici non protetti da copyright quali cloud, firewall, memorizzazione di dati, hosting di siti web, servizi forniti nei locali commerciali o in un luogo fisico in cui opera il commerciante, ad esempio soggiorni in hotel, noleggio auto, biglietti per eventi sportivi, festival musicali o per i parcheggi. I contenuti digitali protetti da copyright, come i libri elettronici, la musica o i giochi online, non saranno coperti per il momento dalle nuove norme. Tuttavia, i deputati hanno inserito nella normativa una «clausola di revisione», che impone alla Commissione europea di valutare entro due anni se il divieto di geoblocking debba essere esteso a tali contenuti. Anche i servizi audiovisivi e di trasporto sono per il momento esclusi dal campo d’applicazione. Il regolamento per porre fine al geoblocking ingiustificato è stato incluso nel pacchetto sul commercio elettronico, insieme alla legislazione sui servizi transfrontalieri per il recapito dei pacchi, che sarà votata in Plenaria nel marzo 2018, e a una legge per rafforzare la tutela dei consumatori, già approvata dal Parlamento nel novembre 2017.

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