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Acquisti online più protetti

Sempre più persone si affidano al web per vari aspetti, come fare shopping ma anche usare servizi bancari: occorre però utilizzare questo strumento con attenzione, soprattutto quando si tratta di pagamenti. Per tutelarsi ci sono alcune semplici operazioni che si possono compiere, per esempio cambiare spesso le password, installare gli antivirus, utilizzare le app ufficiali delle banche.

Secondo i più recenti dati Istat, infatti, continua ad aumentare la quota di imprese che vendono su internet (nel 2017 il 12,5%, 11% nel 2016 e 10% nel 2015) e in un anno gli internauti che acquistano online sono passati dal 50,5 al 53%.

Se da un lato quindi il web rappresenta un’opportunità di acquistare e fare operazioni bancarie con maggiore comodità, da casa o in movimento grazie allo smartphone, e di risparmiare denaro e tempo in molti casi, bisogna usare i canali digitali con attenzione e consapevolezza.

Pagamenti sicuri. In tema di sicurezza l’Associazione bancaria italiana (Abi) ha promosso una campagna di sensibilizzazione all’uso responsabile della tecnologia e degli strumenti di pagamento, realizzata da Bancaria Editrice con il contributo di Abi Lab (il Centro di ricerca e innovazione per la Banca promosso dall’Associazione bancaria) e di interlocutori quali Polizia di Stato, Cert-Fin e Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf).

In particolare è stata realizzata una guida cartacea «Home banking, carte, e-commerce Regole semplici per pagamenti sicuri», che le banche possono mettere a disposizione della propria clientela.

Tra i consigli di Abi c’è innanzitutto quello di cambiare regolarmente la propria password, di non scrivere o comunicare ad altri la password e le chiavi di accesso al browser e di evitarne il salvataggio automatico, oltre a installare e mantenere sempre aggiornati gli antivirus su pc, smartphone e tablet.

Per quanto riguarda l’home banking, è meglio digitare direttamente l’indirizzo del sito della banca nella barra di navigazione, evitando di cliccare su link che rimandano al portale della banca da email o sms sospetti; è buona prassi anche attivare le notifiche, per esempio via sms, delle operazioni effettuate sul proprio conto, in modo da avere sempre sotto controllo la situazione. Se si usano i servizi bancari attraverso lo smartphone, il suggerimento è di impostare il blocco automatico del dispositivo quando entra in stand-by, disattivare il wi-fi, il bluetooth e il rilevamento della posizione quando non si è connessi e utilizzare sempre le app ufficiali; in caso di furto del dispositivo il servizio di mobile banking deve essere bloccato immediatamente.

Considerando le carte di pagamento, chiaramente se si constata un uso non autorizzato occorre contattare subito la banca, e in caso di smarrimento o furto è indispensabile bloccarle subito e fare denuncia alle forze dell’ordine.

Quando si fanno acquisti online, è consigliabile usare credenziali diverse per autenticarsi su siti differenti, evitare di fare transazioni da postazioni in luoghi poco sicuri e da computer condivisi, avendo l’accortezza di fare sempre logout prima di lasciare un portale di e-commerce.

Altri consigli sono cercare di non condividere via cellulare o posta elettronica immagini di strumenti di pagamento (come foto di assegni, circolari o bancari), usare password diverse per i canali social e l’account bancario, e quando si riceve un buono di acquisto da un esercente via email verificare attentamente la provenienza del messaggio prima di trasferire qualsiasi dato o informazione personale.

Fare shopping online senza rischi. Anche l’Unione nazionale consumatori (Unc) si è occupata delle potenziali insidie dello shopping sul web, proponendo una «Guida pratica agli acquisti online», sottolineando che, come accade nella vita reale con i negozi tradizionali, anche in rete è molto importante scegliere con cura il luogo dove fare acquisti: la principale caratteristica che deve avere il sito di e-commerce riguarda il rispetto degli obblighi informativi stabiliti dalla legge, quindi tanto più il sito è completo, tanto più è affidabile. Inoltre, non bisogna dimenticare che ai contratti su internet sono applicabili le regole generali dei contratti di consumo: per esempio sono nulle tutte le clausole che comportano un significativo squilibrio a danno del consumatore (anche se specificamente approvate, magari barrando una casella), come le clausole di esonero della responsabilità del venditore in caso di invio di un prodotto diverso da quello ordinato o nel caso di difetto del bene acquistato.

Tra i capisaldi della protezione dei consumatori su internet c’è il diritto di recesso, cioè il termine offerto all’acquirente per sciogliersi dal contratto senza necessità di fornire alcuna motivazione: il cosiddetto diritto di ripensamento è di 14 giorni e dopo il recesso il professionista deve rimborsare tutti i pagamenti ricevuti ed è nulla ogni clausola che ponga limiti al rimborso, mentre il consumatore, sempre entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso, deve rispedire il bene.

In tutto ciò, la normativa sulla garanzia vale anche per l’e-commerce: in caso di difetto che si manifesti entro il termine di due anni dalla consegna del prodotto, si ha diritto alla riparazione o alla sostituzione, o a una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto. Questi interventi devono sempre essere gratuiti e la garanzia vale anche per i beni usati (a condizione naturalmente che siano messi in vendita da un soggetto professionale).

È buona prassi anche stare attenti alle offerte troppo vantaggiose o a quelle che sembrano scadere di lì a poco, e tenere presente che la legge impone a chi vende online di indicare il prezzo totale dei beni o dei servizi, comprensivo delle imposte e delle spese di spedizione, verificando il costo nella schermata finale, quella del pagamento.

Per quanto riguarda il contratto online, la stipula è ormai un passaggio estremamente semplificato che si perfeziona solitamente attraverso la sottoscrizione del form che descrive l’ordine: il venditore deve garantire la consapevolezza che l’ultimo click implicherà l’obbligo di pagare ed è per questo che il sito deve riportare in modo facilmente leggibile le parole «ordine con obbligo di pagare» (o una formulazione simile nell’immediata prossimità della conferma dell’ordine di acquisto). L’esercente deve inviare all’acquirente l’avviso di ricevimento dell’ordine e un riepilogo delle condizioni applicabili al contratto, unitamente alle informazioni relative alle caratteristiche essenziali del bene o del servizio, l’indicazione del prezzo, delle modalità per esercitare il diritto di recesso, dei costi di consegna e dei tributi eventualmente applicabili.

Parlando dei metodi di pagamento, dal punto di vista della sicurezza, le carte sono lo strumento più sicuro, mentre è sconsigliabile pagare con il bonifico bancario perché, contrariamente a quello che molti pensano, non è un pagamento rintracciabile. Per quanto riguarda le carte, ne esistono di vari tipi: la carta di credito, per esempio, è il sistema più tradizionale ma è necessariamente collegata a un conto corrente e potrebbe riservare qualche sorpresa qualora si incappasse in un sito fraudolento. Diversamente, la carta prepagata in caso di clonazione garantisce di limitare il danno all’importo ricaricato; ha però un costo sia di attivazione sia di ricarica. Esistono poi altri strumenti di pagamento come PayPal, che consente di inviare e ricevere pagamenti via email con il vantaggio di non dover condividere i dati della propria carta. Infine, si può ricorrere al contrassegno che però non dà garanzie aggiuntive (quando il pacco arriva non è possibile aprirlo prima di pagare).

Irene Greguoli Venini

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