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Acquisti online, l’Ue abbatte le barriere tra i Paesi membri

L’Ue fa un passo in avanti verso la costituzione di un mercato unico per gli acquisti transfrontalieri online tra i 28 Paesi membri. L’Europarlamento ha approvato a Strasburgo una nuova normativa che punta a eliminare principalmente gli attuali ostacoli per chi compra in Rete tra uno Stato e l’altro.

In particolare viene vietato il cosiddetto «geoblocking» degli acquirenti, che blocca o reindirizza automaticamente verso altri siti a causa della nazionalità, della residenza o perfino di una permanenza temporanea. In sostanza con la nuova normativa i commercianti sul web dovranno trattare chi compra online da altri Paesi Ue esattamente come la clientela locale, garantendo soprattutto gli stessi prezzi e le stesse condizioni di pagamento.

Negli ultimi 10 anni, la quota degli europei che acquistano online è quasi raddoppiata. Secondo le rilevazioni utilizzate dall’Europarlamento, attualmente il 63% dei siti web esaminati blocca chi acquista dal resto dell’Ue. Succede in molti settori, che vanno dalle prenotazioni alberghiere al noleggio auto, parcheggi, concerti, eventi sportivi, fino ai biglietti per i parchi di divertimento. Le nuove norme tutelano specificamente le vendite online di beni materiali (per esempio elettrodomestici, elettronica, abbigliamento). Anche quando gli invii avvengono per posta si devono sempre offrire le stesse condizioni di consegna previste per gli acquirenti locali. È consentito il ritiro in un luogo concordato da entrambe le parti come il ricorso a un intermediario commerciale.

Le nuove norme per ora non si applicano ai servizi elettronici non protetti da copyright (come cloud e firewall), audiovisivi e trasporti, contenuti protetti da diritto d’autore (libri elettronici, musica o giochi online). Una «clausola di revisione» impone però alla Commissione di valutare entro due anni se il divieto di «geoblocking» vada esteso a questi settori per tutelare meglio i consumatori. L’approvazione dell’Europarlamento è arrivata con 557 voti favorevoli, solo 89 contrari e 33 astensioni. Formalmente le nuove regole devono ancora essere approvate dal Consiglio dei governi e diventeranno operative dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue.

Ivo Caizzi

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