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Acquisti con il cellulare business da 5 miliardi E ora irrompe Apple

Apple entra nel mondo dei pagamenti via cellulare, scompaginando un Risiko di accordi tra operatori mobili e banche italiane che stava prendendo forma. I possessori del nuovo iPhone (il sesto, della serie) potranno caricare i dati della carta di credito (Visa, Mastercard e American Express) direttamente sull’account iTunes dell’utente. Finora invece in Italia è stato possibile usare questi servizi solo a fronte di un accordo tra la propria banca e il proprio operatore mobile. «Se davvero Apple permetterà di fare tutto tramite iTunes, significa che per la prima volta sarà possibile pagare in Italia con il cellulare saltando la propria banca e il proprio operatore mobile », spiega Valeria Portale, che si occupa di questi temi presso gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
Invece banche e operatori — finora indisturbati — stavano per spartirsi un mercato potenzialmente promettente. Il transato dei pagamenti mobili “di prossimità”, cioè nei luoghi fisici, sarà di un miliardo di euro l’anno prossimo, per poi decollare a 5 miliardi di euro nel 2016, secondo il Politecnico. La stima di quest’anno è di «alcune centinaia di migliaia» di utenti che pagheranno in questo modo. Basta avvicinare il proprio cellulare (se abilitato al servizio) a un terminale Pos (solo quelli di tipo “contactless”). Così avviene in automatico il pagamento con la carta di credito associata al servizio. Per le transazioni inferiori ai 25 euro non c’è nemmeno bisogno di inserire il pin della carta.
«Di fatto è un mercato che parte quest’anno, grazie agli accordi in corso tra i soggetti italiani e anche alla mossa di Apple», spiega Portale. Finora è stato possibile pagare in questo modo con i modelli delle altre marche, Samsung, Nokia, Huawei, Htc, Lg, Sony. Cioè quelli abilitati alla tecnologia Nfc (Near field communications), utilizzata per scambiare i dati della carta con il Pos.
Nonostante questa ricchezza di smartphone disponibili, ad oggi per un utente italiano sono limitate le possibilità di utilizzare effettivamente i servizi di pagamento mobile. Dobbiamo abilitare il cellulare tramite un’app speciale, su smartphone, e poi utilizzarla solo con specifiche carte di credito. Possiamo usare l’app Tim Wallet solo con carte di credito Tim Smart Pay (Visa) e di Banca Mediolanum; l’app Vodafone Wallet solo con la prepagata di Vodafone (Mastercard). L’app di Intesa San Paolo funziona con sim di Tim e Noverca. Quella di Poste Mobile solo con conti Bancoposta. La situazione migliorerà presto: da Telecom fanno sapere che Tim Wallet supporterà le carte di Ubi Banca e Bnl, entro fine mese.Vodafone sta lavorando ad accordi con le principali banche, a partire da Mediolanum. Accordi in corso anche per Poste, per Wind (con un lancio previsto nel 2015) e per 3 Italia (“tra fine 2014 e inizi 2015”, fanno sapere dall’operatore).
Negli Stati Uniti è possibile da tempo pagare in Nfc grazie all’app di Google (“Wallet”) e qualsiasi carta di credito. Peccato però che questo servizio non funzioni da noi. Bisognerà vedere se Apple romperà davvero i recinti del mercato italiano o se per ora si limiterà a lanciare il servizio negli Usa. Nel caso, toccherà ancora aspettare le mosse di banche e operatori, che potranno brindare al pericolo scampato.
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