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Acquisti a rate, la mossa di Square: 29 miliardi per l’australiana Afterpay

Prima di pensare alla finanza decentralizzata basata su bitcoin, come promesso da Jack Dorsey, Square consolida le sue posizioni nei pagamenti. La società creata dal fondatore di Twitter ha annunciato l’acquisizione dell’australiana Afterpay, uno dei player globali del “buy now, pay later”, in un’operazione da 29 miliardi di dollari, carta contro carta. L’offerta si basa su una valorizzazione di 126,21 dollari australiani ad azione, con un premio del 31% rispetto a venerdì. Per Square, nota per il lettore di carte di credito per smartphone, si tratta della maggior acquisizione mai realizzata che conferma la strategia mirata a rafforzare i rapporti con i merchant.

Il “buy now, pay later” (Bnpl) è in grande espansione, soprattutto tra più giovani, sotto la spinta dell’emergenza epidemica: il servizio permette ai consumatori di spalmare l’importo in tre o quattro rate – quattro nel caso di Afterpay -, direttamente al momento dell’acquisto, online o nel negozio fisico. Senza interessi per il consumatore, se rateizza in pochi mesi, e con una commissione da parte dei merchant partner che hanno immediatamente la disponibilità della somma e sono inseriti in un circuito supplementare di promozione. I player del Bnpl si fanno carico del rischio di controparte. Square ha già spiegato di voler integrare il servizio del gruppo australiano all’interno della propria app di pagamenti digitali Cash App, estendendolo così anche ai piccoli merchant che sono la base della propria clientela. «Square e Afterpay condividono lo stesso obiettivo: rendere il sistema finanziario più equo, accessibile e inclusivo», ha commentato Dorsey.

Il settore del “buy now, pay later” ha registrato una grande accelerazione nel corso dell’ultimo anno. Il leader del settore, la svedese Klarna, che gestisce due milioni di transazioni al giorno con oltre 90 milioni di utenti nel mondo, di cui 18 negli Stati Uniti, mercato che ha segnato una forte accelerazione, ha avviato una campagna di acquisizioni a tappe forzate: in meno di un mese ha rilevato la piattaforma di social shopping Hero, il wallet digitale di Stocard e il software-as-a-service di Apprl. Intanto si va ampliando il panorama delle start up, tra cui figura anche l’italiana Scalapay, che ha allargato recentemente il campo d’azione in Francia e Germania.

Square non è il solo big pagamenti digitali a entrare nel settore: sia Amazon che PayPal hanno introdotto sistemi di rateazione al consumo. Da qualche tempo si vocifera dell’interesse anche di un colosso come Apple, che sarebbe pronta a lanciare, con il supporto del partner finanziario Goldman Sachs, il suo servizio di Apple Pay Later, forte di una base di mezzo milione di utenti di Apple Pay.

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