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Acea rivede al rialzo le previsioni Hera, balzo dell’utile e dei margini

Acea e Hera arrivano allo snodo dei conti del primo semestre con tutti gli indicatori in decisa crescita. Così la società guidata da Giuseppe Gola annuncia una revisione al rialzo della guidance 2021 per l’ebitda con un aumento atteso superiore all’8% rispetto al 2020 (a fronte della precedente indicazione +6%/+8%) e conferma a fine anno gli investimenti a 900 milioni, nonché l’indebitamento netto tra 3,85 e 3,95 miliardi. Mentre la multiutility emiliana porta a casa un’altra acquisizione (il 90% del capitale dell’abruzzese Ecogas, società di vendita energy) dopo quelle concluse nelle scorse settimane.

Per il gruppo romano l’incremento è a doppia cifra: ricavi in crescita del 13%, a 1,8 miliardi, trainati soprattutto dalla vendita di energia e dal servizio idrico integrato, ebitda in salita del 9%, a 619 milioni, ebit in aumento del 10%, a 310 milioni, mentre l’utile netto segna un progresso del 15%, a 166 milioni. Crescono gli investimenti che toccano quota 481,5 milioni (+17,3%) e sono destinati principalmente al business regolato (80%), con idrico e infrastrutture energetiche a far la parte del leone. Il debito si attesta a 3,9 miliardi a fronte dei 3,5 di fine 2020 e sconta i maggiori investimenti e la variazione del perimetro.

Il numero uno Gola, in conference call, parla di «ottimi risultati che confermano la solidità economica e finanziaria» e sottolinea «il positivo contributo di tutte le aree di business strutturalmente resilienti». Poi fornisce qualche aggiornamento sul processo di ricerca di un partner finanziario per gli asset fotovoltaici. «Procede come previsto – spiega -, stiamo ricevendo le offerte non vincolanti, c’è un interesse anche numerico». L’obiettivo, dice, «è di arrivare al closing entro l’anno ma potrebbe scattare anche prima della fine del 2021». Quanto al business plan, «rispecchia quello che stiamo facendo, non serve aggiornamento quest’anno, lo faremo nella primavera 2022».

Anche la semestrale Hera va in archivio con numeri in forte crescita e con la solidità finanziaria confermata altresì dall’ulteriore miglioramento del rapporto debito netto/Mol a 2,5x. Ed ecco i numeri approvati ieri dal cda: ricavi per circa 4,2 miliardi, in forte aumento (+22,8%), grazie al contributo di tutti i business (in primis il settore ambiente), ebitda a 617,9 milioni (+10,4%), ebit a 343,6 milioni (+16,2%), sostenuto anche dal miglioramento della gestione finanziaria, e utile netto per gli azionisti in aumento del 30%, a 216,1 milioni. Nel primo semestre, poi, anche gli investimenti risultano in avanzamento (195,1 milioni, +21,7%). Il debito scende a 2,9 miliardi rispetto ai 3,2 miliardi di fine 2020, grazie al contributo positivo della gestione operativa che ha consentito di finanziare integralmente investimenti e acquisizioni.

Soddisfatti i vertici. «I risultati semestrali riflettono il buon andamento del gruppo e ci consentono di guardare al futuro con fiducia», commenta il presidente esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano. Mentre per l’ad Stefano Venier i conti evidenziano «l’ulteriore rafforzamento della solidità finanziaria fondata su una ottima performance operativa e una efficace gestione del capitale circolante».

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