Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ace maggiorata al 15%, si parte dalla base lorda

Il decreto Sostegni bis, in corso di pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale», introduce un potenziamento una tantum del beneficio Ace per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020. Il potenziamento trova applicazione limitatamente alla «variazione in aumento del capitale proprio» del periodo d’imposta 2021 rispetto a quello esistente al termine dell’esercizio precedente, per un importo massimo di 5 milioni. Su tale differenziale incrementale viene riconosciuto un rendimento Ace maggiorato del 15% in luogo del coefficiente ordinario dell’1,3 per cento. La maggior deduzione Ace risultante dall’applicazione del coefficiente maggiorato potrà, inoltre, essere immediatamente convertita in un credito d’imposta determinato applicando le aliquote previste per i soggetti Irpef e Ires.

Restano aperti alcuni temi relativi alle concrete modalità di applicazione della norma e, in particolare, i criteri di determinazione della base Ace incrementale del 2021 che beneficia del rendimento maggiorato e della relativa trasformabilità in credito d’imposta. La norma fa riferimento all’incremento della «variazione in aumento del capitale proprio» rispetto al precedente periodo d’imposta 2020, riprendendo la terminologia utilizzata nell’articolo 5 del Dm 3 agosto 2017 (decreto Ace), secondo cui la «variazione in aumento del capitale proprio» è costituita dalla somma algebrica degli elementi positivi (conferimenti in denaro e accantonamenti di utili a riserve disponibili) e negativi (principalmente le distribuzioni di patrimonio) di cui al medesimo articolo. Occorre tuttavia considerare che, una volta determinata la variazione in aumento del capitale proprio di cui all’articolo 5 (base Ace lorda), bisogna determinare la base Ace netta, apportando alla base Ace lorda le riduzioni generate dalle operazioni infra-gruppo attratte nell’ambito di applicazione della disciplina anti-elusiva speciale di cui all’articolo 10 del decreto Ace. In base alla formulazione della nuova norma, si ritiene che il beneficio dell’Ace innovativa non segua un doppio binario puro, bensì debba essere coordinato con le ordinarie modalità di determinazione dell’Ace, nel seguente modo:

la base Ace incrementale del 2021, potenzialmente agevolabile nei limiti di 5 milioni, dovrebbe essere calcolata come incremento della base Ace lorda 2021 rispetto alla base Ace lorda del precedente periodo d’imposta 2020;

il beneficio del coefficiente maggiorato spetterà nei limiti della base Ace netta risultante a seguito dell’applicazione delle disposizioni anti-elusive speciali previste dall’articolo 10 del decreto Ace.

Un esempio può far comprendere meglio la rilevanza pratica di tale modalità di calcolo per i gruppi di imprese. Si pensi al caso in cui la società A riceva nel 2021 un conferimento in denaro di 5 milioni e a sua volta effettui un conferimento in denaro di pari importo a favore della propria controllata B. In tale ipotesi, laddove la base Ace incrementale 2021 venga determinata facendo riferimento alla base lorda, A rileverà nel 2021 una base Ace incrementale di 5 milioni rientrante nel campo applicativo dell’Ace innovativa, nella misura in cui trovi capienza nella base Ace netta di periodo (la quale ben potrà risultare positiva anche al netto della riduzione di 5 milioni generata ex articolo 10, comma 2 del decreto Ace dal conferimento effettuato a favore della società B). Diversamente, ove la base Ace incrementale 2021 fosse determinata facendo riferimento all’incremento della base Ace netta, la società A non avrebbe accesso all’Ace innovativa, poiché nel 2021 tale incremento risulterebbe pari a zero. In altri termini, le riduzioni causate dall’applicazione delle norme anti-elusive Ace per le operazioni poste in essere nel 2021 dovrebbero prioritariamente sterilizzare la base Ace formatasi al termine del periodo d’imposta precedente a quello di applicazione dell’Ace innovativa.

La necessità di determinare l’incremento del capitale proprio agevolabile in funzione della base Ace lorda trova conforto nei chiarimenti forniti dall’agenzia delle Entrate in relazione alla «super-Ace» introdotta dal Dl 91/2014 per le società neo-quotate. La norma, mai entrata in vigore, prevedeva una maggiorazione del 40% della «variazione in aumento del capitale proprio» rispetto a quello dell’esercizio precedente e la circolare 21/E del 2015 ha precisato che la maggiorazione dovesse trovare applicazione sull’incremento della base Ace lorda, senza tenere conto delle disposizioni anti-elusive speciali di cui all’articolo 10 del decreto Ace (le quali avrebbero trovato applicazione solamente a valle, dopo aver determinato la base Ace lorda maggiorata).

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ita, la nuova compagnia aerea a controllo pubblico, si chiamerà Alitalia, come la vecchia. Lo stor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Strada spianata per la fusione Sia-Nexi, che ora avverrà «nei più brevi tempi possibili», scriv...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra anche il reddito di cittadinanza nel decreto fiscale collegato alla manovra all’esame oggi ...

Oggi sulla stampa