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Accusa di frode fiscale per Hvb perquisita la controllata di Unicredit

Un’inchiesta in grande stile è stata aperta da magistratura, autorità tributarie e polizia criminale in Germania sulla Hypovereinsbank (Hvb), la controllata tedesca di Unicredit. Lo ha rivelato la Sueddeutsche Zeitung.
Il sospetto è grave: complicità con facoltosi clienti per frodare il fisco, in sostanza concorso in evasione fiscale in grande stile sulla tassazione di dividendi su azioni e guadagni in Borsa. Evasione di quasi 124 milioni di euro. Non soltanto non pagati al fisco, bensì addirittura rimborsati dal fisco con dichiarazioni non veritiere e documenti falsi. L’operazione, racconta l’autorevole quotidiano liberal di Monaco, è scattata mercoledì mattina alle 10,20 in punto. Oltre sessanta tra magistrati, inquirenti della Steuerfahndung (la polizia tributaria) e agenti speciali della Kripo (polizia criminale) hanno bussato al portone al numero civico 1 di Kardinal-Faulhaber-Strasse, nell’elegante centro della capitale bavarese. «Abbiamo un Durchsuchungsbefehl, un mandato di perquisizione », hanno detto subito.
La banca Hvb ha subito annunciato di voler collaborare per fare luce sulla vicenda, e sottolineando che la persona, allora suo funzionario, ritenuta responsabile della complicità, da anni non lavora più per l’istituto. Il sospetto della magistratura di Francoforte e delle autorità tributaria e che clienti facoltosi, operatori di Borsa e speculatori d’ogni tipo, avrebbero acquistato e rivenduto azioni di diverse aziende, prima e dopo il versamento dei dividendi agli azionisti, facendosi ovviamente ben precisi calcoli su come guadagnare al meglio. Il tutto tenendosi in contatto e concludendo accordi-cartello segreti. Forse anche alcune banche avrebbero avuto parte attiva nelle operazioni di acquisto e vendita. E i sospetti colpevoli avrebbero ingannato il fisco, grazie ai documenti forniti dalla Hvb. Certificati in cui si sosteneva che per ogni titolo e operazione la tassa sui guadagni — sui dividendi e sugli utili delle operazioni o dei depositi — era stata pagata. Dichiarazioni formalmente scritte benissimo, ma totalmente false. La conseguenza immediata della presunta truffa, che risalirebbe al 2008, è che il fisco avrebbe ritenuto in buona fede di aver riscosso troppo, e ha restituito a quei clienti eccellenti della banca somme equivalenti a quelle mai riscosse dall’erario.
È un inganno che equivale a una licenza illecita di stampare denaro a proprio vantaggio, nota il quotidiano. Secondo cui anche altre banche tedesche sarebbero sottoposte ad accertamenti, nel sospetto che si siano verificati casi analoghi a quello imputato alla Hvb.

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