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Accordo vicino sul debito Usa

di Daniele Roveda

È ora di scendere al compromesso, ha detto ieri il leader dei repubblicani alla Camera John Boehner, e un accordo sul debito pubblico potrebbe essere finalmente a portata di mano, anche se non imminente. La Casa Bianca intanto ha fatto sapere che il presidente Obama e lo speaker repubblicano della Camera si stanno avvicinando a un'intesa i cui dettagli non sono ancora emersi, ma che dovrebbe includere una riforma del codice fiscale per aumentare il gettito.

Il silenzio di Obama e di Boehner è visto a Washington come un segnale incoraggiante: i due leader avevano copiosamente usato in passato l'arma della conferenza stampa per lanciarsi accuse e recriminazioni.

Il punto di svolta nel negoziato pare proprio la decisione di ammorbidire l'ala dura degli ultraconservatori della Camera, rivelatisi l'ostacolo più grosso a un accordo che dovrebbe innalzare il tetto sul debito pubbico e contemporaneamente ridimensionare il deficit nei prossimi 10 anni. I repubblicani di destra influenzati dal Tea Party si sono finora rifiutati categoricamente di accettare qualsiasi aumento delle tasse, mentre il presidente Obama esige un approccio bilanciato che includa tagli alle tasse e radicali riduzioni alla spesa pubblica. «Forse alcuni non saranno disposti a trattare, ma non tutti – ha detto ieri Boehner -. Francamente credo che sia irresponsabile non trovare strategie alternative per risolvere il problema».

Forse l'ammorbidimento della linea repubblicana è stata dettata dalla crescente irritazione della popolazione americana per l'imbarazzante incapacità della leadership politica del Paese di risolvere l'impasse del debito, e rischiare di mettere sullo stesso piano la potente America con un Paese come la Grecia, un'economia in ginocchio sull'orlo dell'insolvenza. In assenza di un accordo entro il 2 agosto per innalzare il tetto sul debito di altri 2.400 miliardi di dollari, il Governo americano non avrà l'autorizzazione per finanziare interamente il proprio deficit e dovrà dichiarare l'insolvenza. Si tratta di un'insolvenza fittizia, in quanto l'economia Usa gode di buona salute, ma il risultato potrebbe ugualmente avere gravi ripercussioni sul sistema finanziario internazionale.

L' irritazione della popolazione è emersa nell'ultimo sondaggio del Wall Street Journal: oggi il 38% degli americani è favorevole ad aumentare il tetto sul debito, mentre un mese fa solo il 28% lo era.

A questo punto il piano più promettente è quello in discussione tra Obama e Boehner. La Casa Bianca ha fatto sapere al Parlamento che la proposta in esame include l'eliminazione di esenzioni e detrazioni fiscali e l'abbassamento di tutte le aliquote, oltre che tagli a quasi tutte le voci di spesa, inclusa la previdenza sanitaria. L'ambizioso e onnicomprensivo piano avanzato con buon riscontro questa settimana dalla cosiddetta Gang of Six sarà probabilmente abbandonato perché manca il tempo per dibatterlo, mentre la proposta del senatore repubblicano Mitch McConnell continua ad essere ferocemente ostacolata dai repubblicani di destra.

Tra le possibili soluzioni resta aperta solo una misura tampone per elevare il tetto di qualche settimana e dar tempo ai partiti di raggiungere il compromesso sulla riduzione del deficit.

 

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