Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Accordo vicino sul debito Usa

Scocca l’ora delle possibili svolte negoziali nella crisi americana: i repubblicani alla Camera hanno proposto di alzare temporaneamente il tetto sull’indebitamento federale, per un periodo di sei settimane fino al 22 novembre, senza condizioni. Una proposta che almeno nell’immediato vuole disinnescare la mina del default degli Stati Uniti, altrimenti inevitabile dopo il 17 ottobre quando il Tesoro ha fatto sapere che esaurirà le risorse e il Fondo monetario internazionale ha avvertito che scatteranno gravi ripercussioni per l’intera economia mondiale. In cambio hanno chiesto a Barack Obama l’impegno a sedersi al tavolo delle trattative per discutere di riforme della spesa e del fisco.
La Casa Bianca ha fatto capire che potrebbe accettare aumenti temporanei del tetto del debito. «Se una legge pulita, senza condizioni, viene approvata il presidente probabilmente la firma», ha detto il portavoce Jay Carney. E Wall Street ha tirato un sospiro di sollievo davanti alle avance diplomatiche, spingendo gli indici in rialzo anche di quasi il 2 per cento.
Ma la tensione è rimasta elevata. Non mancano idee controverse nel piano dell’opposizione: vieterebbe d’ora in poi al Tesoro il ricorso a misure contabili eccezionali per restare sotto la soglia di indebitamento, proprio quelle utilizzate in questi giorni di crisi. E un consigliere di Barack Obama ha messo in chiaro che la Casa Banca vorrebbe di più per sottoscrivere un accordo. «Quando i repubblicani avranno rimosso la minaccia di default e si saranno mossi per superare lo shutdown del governo, il presidente sarà disposto a trattare su un vasto accordo di bilancio». Il presidente e i democratici, in particolare, rivendicano una più generosa estensione, fino a un anno, del tetto sul debito e una riapertura immediata del governo. La proposta attuale lascia nel limbo l’impasse sul budget annuale, che ha portato alla paralisi di molti uffici federali. Uno “shutdown” che tiene a casa centinaia di migliaia di dipendenti pubblici, minaccia di sottrarre 0,3 punti percentuali alla crescita ogni settimana ed è ormai giunto al decimo giorno consecutivo.
Il progetto repubblicano, tuttavia, rappresenta una chiara novità. È stato illustrato dallo Speaker John Boehner e da influenti esponenti conservatori quali Paul Ryan e Eric Cantor ai deputati del partito, prima di un incontro alla Casa Bianca convocato in serata. «È ora di leadership», ha detto Boehner definendo il piano uno sforzo «in buona fede» che può andare rapidamente al voto. Cantor, da parte sua, ha sottolineato che i repubblicani assieme all’estensione del tetto sul debito hanno proposto trattative «ad ampio raggio» sui deficit senza menzionare esplicitamente l’obiettivo di svuotare la riforma sanitaria ormai nota come Obamacare e considerata una conquista irrinuncibile dalla Casa Bianca. Il senatore democratico Charles Schumer ha riconosciuto i «reali passi» compiuti dagli avversari.
La pressione è progressivamente aumentata sui repubblicani perché trovino un compromesso. L’ala moderata e istituzionale del partito, sostenuta da lobby aziendali preoccupate dal rischio di spirali di crisi fuori controllo, ha espresso sempre piu’ impazienza con le correnti radicali vicine ai Tea Party, che hanno guidato l’offensiva sul budget e sul debito con toni da crociata e facendo del rinvio o dell’eliminazione dei fondi per Obamacare la condizione di qualunque accordo. Il timore è che abbiano messo a repentaglio l’immagine del partito e la credibilità del Paese. Anche leader conservatori quali Ryan e Cantor hanno cominciato a smarcarsi, ipotizzando futuri incrementi del tetto del debito semmai proporzionali a riforme fiscali di lungo termine.
Durante le audizioni al Congresso il Segretario al Tesoro americano Jack Lew aveva a sua volta messo in luce «gravi conseguenze» anche solo da un eccessivo avvicinamento al default, ricordando che il Governo «sta utilizzando misure straordinarie e di emergenza» ma che queste «non sono infinite».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa