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Accordo Iren-A2A su Edipower

di Cheo Condina

Alla fine un'intesa di massima è stata raggiunta. Nel tardo pomeriggio di ieri, Giuliano Zuccoli e Roberto Bazzano, presidenti di A2A e Iren hanno annunciato un «accordo soddisfacente» sul futuro della nuova Edipower tutta italiana. In realtà, le trattative sono proseguite fino a tarda serata e i dettagli da definire resterebbero comunque diversi: se sulla governance sarebbe infatti stata trovata una quadra soddisfacente, per quanto riguarda il modello di business, cioè i contratti di tolling, si procederà a ulteriori approfondimenti anche in relazione alla rinegoziazione del prestito da 1,1 miliardi. Per i soci finanziari e gli industriali (Sel e Dolomiti Energia) che non parteciperanno al tolling prende invece corpo, come remunerazione dell'equity, l'ipotesi che il loro pacchetto azionario divenga, in futuro, quotato: o attraverso il listing della sola Edipower, o per una fusione A2A-Edipower o ancora a valle della creazione di una maxi utility del Nord.
Dopo la riunione fiume di venerdì e i tavoli di trattativa separati del week-end, gli incontri di ieri dovevano fare forzatamente un passo avanti: oggi c'è il consiglio di A2A ma soprattutto entro il cda di Delmi di giovedì andrà messo a punto un term sheet che verrà infine tradotto nel patto parasociale della nuova Edipower prima del 15 febbraio, data ultima per concludere il riassetto di Edison. E così ha preso corpo l'ennesima, estenuanate sessione di negoziati che ha visto protagonisti per A2A il direttore generale Renato Ravanelli, con gli studi legali Bonelli Erede Pappalardo e Cleary Gottlieb e l'advisor Mediobanca, e per Iren il dg Andrea Viero, l'ad Roberto Garbati (con un'incursione del presidente Bazzano) e Banca Imi.
Sulla governance sarebbe stata trovata un'intesa che prevede soglie qualificanti proporzionali alla rilevanza societaria delle delibere. Iren avrebbe comunque ottenuto un veto sugli investimenti sopra i 200 milioni e per operazioni strategiche come gli aumenti di capitale; A2A, invece, vedrebbe comunque garantita una sufficiente autonomia nella conduzione del gruppo ed esprimerà l'ad, cui faranno capo tutti i principali poteri operativi. Allo stesso tempo, se la multiutility lombarda ritenesse necessario effettuare investimenti su un determinato impianto potrà farlo autonomamente portando poi, eventualmente, l'asset nel proprio perimetro. «Abbiamo trovato un giusto equilibrio, una giusta tutela delle minoranze senza con questo bloccare la società», ha sintetizzato Zuccoli, mentre Bazzano si dice «favorevole all'intervento di un soggetto finanziario che possa alleggerire la situazione debitoria di Edipower».
Sul tolling, i contratti che in parole povere vedono un «affitto» delle centrali Edipower da parte dei soci, il discorso è più complesso. Poiché esso va a determinare i flussi di cassa di Edipower, la sua definizione non potrà prescindere dal rifinanziamento del prestito da 1,1 miliardi che la ex genco dovrà affrontare nelle prossime settimane. Il negoziato con le banche, così come i contratti sul gas e le condizioni degli approvvigionamenti saranno tutti elementi che concorreranno a definire il livello della cosiddetta tolling fee, cioè quanto i toller (A2A e Iren) pagheranno a Edipower per fornire combustibile alle sue centrali e ricevere in cambio elettricità da smistare sul mercato. In più A2A spinge per un significativo efficientamento della struttura dei costi. Solo alla luce di questo quadro complessivo, sarà possibile determinare quale sarà l'impatto di Edipower sul margine operativo lordo di A2A e Iren, cioè l'aspetto che più di altri preoccupava l'utility torinese, che temeva un eccessivo depauperamento del proprio conto economico per sostenere quello della partecipata.
Intanto, starebbe prendendo forma anche l'eventuale contropartita per i soci cosiddetti minori, cioè Sel, Dolomiti Energia oltre ai finanziari Mediobanca, Crt e Bpm. L'ipotesi di una put resta sul tavolo così come la prospettiva, tra qualche anno, di ritrovarsi la partecipazione in una società quotata e dunque più facilmente liquidabile. In questo caso i possibili scenari sono svariati e si tratta per lo più di ipotesi di scuola, ma la fusione A2A-Edipower darebbe già questo risultato. Allo stesso risultato si potrebbe arrivare attraverso il listing della sola Edipower oppure, ed è questa la strada più suggestiva, attraverso la creazione della famosa multiutility del Nord, che coinvolgerebbe la stessa Iren e forse anche Hera.

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