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Accordo con Bruxelles sui fondi Ue

di Carmine Fotina

Intesa Italia-Ue per la revisione dei programmi comunitari. L'incontro di ieri tra il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e il commissario europeo per le Politiche regionali, Johannes Hahn, ufficializza il via libera alle revisione del tasso di cofinanziamento, operazione con la quale l'Italia conta di salvare circa 8 miliardi a rischio disimpegno orientandoli su quattro assi prioritari: istruzione, occupazione, banda larga e ferrovie/reti (si veda Il Sole 24 Ore dell'1 novembre).

Lo schema prevede la riduzione dal 50 al 25% della quota di cofinanziamento italiano (nazionale e regionale) ai programmi 2007-2013 finanziati dai fondi Ue. Nel documento congiunto, in particolare, si fa riferimento «anche all'esigenza di riconsiderare la sostenibilità finanziaria di un livello di cofinanziamento nazionale tra i più elevati nella Ue, alla luce dell'obiettivo di pareggio di bilancio». Fitto e Hahn hanno condiviso l'idea durante un incontro al quale ha partecipato anche il sottosegretario a Palazzo Chigi Gianni Letta. Viene così sancito il piano d'azione già concordato da Fitto e i presidenti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il principio cardine dovrà essere il reinvestimento delle risorse nazionali che si libereranno rispettando il principio della territorialità, quindi per interventi a favore del Sud. Evitando quanto già successo in passato con le risorse Fas dirottate verso diverse esigenze di cassa. In ogni caso, si tratta ancora di un passo intermedio. Ora, infatti, occorrerà che l'Italia presenti – e Bruxelles valuti – i progetti da cofinanziare.

Hahn ha ufficializzato la costituzione di un «gruppo di azione» per una cooperazione rafforzata tra l'Italia e la Commissione, ritenuta indispensabile per il successo della riprogrammazione. Una collaborazione alla quale aveva fatto riferimento anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti dopo aver presentato a Bruxelles la proposta italiana. Ma, anche alla luce dei ritardi che hanno contraddistinto negli ultimi anni la programmazione italiana dei fondi Ue, non manca chi legge in questa inedita cooperazione una velata forma di "commissariamento" di Bruxelles.

Di certo, in vista della ripartizione di quote per la prossima programmazione (2014-2020), l'Italia non potrà perdere questa ennesima chance. «Si dà il via – dice il sottosegretario Letta – con sette giorni di anticipo, agli impegni assunti dal Governo con la lettera al presidente della Commissione e al presidente del Consiglio europeo per un migliore utilizzo dei fondi Ue». «Al 31 dicembre di quest'anno – assicura Fitto – l'Italia non perderà risorse comunitarie» e i fondi liberati verranno spesi nelle Regioni dove sono stati assegnati. Hahn ribadisce il concetto e ricorda l'importanza di puntare a grandi obiettivi: «Vogliamo spendere di più nel Sud. Confermo che l'Italia non perderà alcuna somma quest'anno, ma sarà necessario concentrarci su alcune priorità». Un'attenzione specifica, si legge nel documento, sarà rivolta agli «interventi ferroviari individuati come prioritari sulla base di un'istruttoria» da completare entro l'anno.
 

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