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Accordo al G20 su crescita e banche

LOS CABOS — Crescita e lavoro sono «la grande priorità», ci vuole «un piano coordinato» per stimolare lo sviluppo «senza pregiudicare gli equilibri di bilancio». La crisi di Eurolandia è l’emergenza. Così, a Los Cabos, i leader Ue che siedono nel G20 si impegnano a prendere «tutte le misure necessarie» per proteggere l’euro e consolidare i conti pubblici. «I prossimi dieci giorni saranno decisivi » per le sorti della moneta unica, pronostica il premier, Mario Monti. E il Cancelliere tedesco Angela Merkel: «I mercati chiedono una unione più stretta. C’è l’impegno su crescita e rigore. La Grecia deve attenersi alle regole ». Con i denari dei paesi Brics aumentano a 456 miliardi le risorse del Fmi: serviranno a creare un firewall contro la crisi. E’ allo studio uno “schema europeo” che porti ad una unione bancaria insieme a misure per interrompere “il circolo vizioso” tra debito sovrano e banche.
Si lasciano così i capi di stato e di governo, riuniti per due giorni nell’estremo lembo meridionale della Baja California. Un vertice a geometria variabile, se così si può dire. Prima i 20 insieme, poi a gruppi ristretti, quindi gli europei soli con il presidente Usa Barack Obama, preoccupato che la crisi del debito possa intaccare la già fragile ripresa americana. Quest’ultimo summit, saltato a sorpresa l’altra notte dando così vita a mille interpretazioni, compreso quella di una indisponibilità della Merkel ad essere “accerchiata”, si è tenuto ieri. Il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy posta la notizia su twitter con tanto di foto. Segno che le sorti dell’euro e dunque i sobbalzi dei mercati, nonostante il voto pro-Europa della Grecia, sono davvero «un problema serio», come dice Monti, anche se «non certo l’unico elemento di squilibrio». «Ciascuno di noi europei, come in una sorta di Gps che viene riposizionato periodicamente, ha potuto constatare come siamo rispetto al resto dell’Europa e al mondo nella visione dei problemi». Il presidente francese François Hollande denuncia a voce alta quel che pensano in tanti: gli spread in Italia e Spagna sono su livelli “inaccettabili”. Secondo gli ultimi dati, quello italiano viaggia intorno a quota 438, mentre lo spagnolo è a 542, con il bonos appena al di sotto del 7%. Madrid riesce a collocare titoli per 3 miliardi, ma a tassi superiori al 5%. In compenso, aspettando le mosse della Fed, le Borse volano con Milano in rialzo del 3,35%: è un giorno di forti guadagni e rimbalzi.
Ma più che i risultati quotidiani preoccupa il trend dei mercati, dove domina la sfiducia e impazza la speculazione. Monti rivela che «di Europa si è parlato tutto il giorno», insieme alla necessità che l’economia riprenda a crescere: per l’Italia significa «dare più spazio agli investimenti pubblici». Nel comunicato c’è un chiaro riferimento ad un «piano d’azione coordinato» per stimolare la crescita e aumentare l’occupazione, mentre l’Europa farà il suo al Consiglio Ue di fine mese. «Se le condizioni economiche dovessero peggiorare, i Paesi che hanno sufficiente margine di manovra di bilancio sono pronti a realizzare misure fiscali discrezionali a sostegno della domanda interna», si legge nel comunicato. «Gli europei stanno cercando di assicurare nel brevissimo periodo il varo di misure che possano sostenere il loro sistema finanziario e far sì che i Paesi che stanno affrontando le riforme, come la Spagna e l’Italia, possano prendere prestiti a bassi tassi di interesse», annuncia il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner. Passi avanti anche sull’unione bancaria nella Ue: bisogna muoversi «verso un’architettura finanziaria più integrata, includendo supervisione bancaria, ricapitalizzazione e assicurazione dei depositi».

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