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Accordo Abi-Borsa Italiana per spingere le quotazioni

di Maximilian Cellino

Un accordo con le banche per mettere a disposizione delle piccole e medie imprese italiane che sceglieranno la via della quotazione linee di credito dedicate fino a un miliardo nel prossimo triennio. È questa la nuova iniziativa intrapresa da Borsa Italiana e dall'Associazione bancaria italiana (Abi) per incentivare lo sbarco sul listino di nuove società.

Il tema è di quelli particolarmente sentiti a Piazza Affari, visto lo scarso felling che le imprese di dimensioni più contenute (che rappresentano l'ossatura del Paese) hanno con il listino. E lo è ancora di più nelle ultime settimane dopo i casi a ripetizione (Phylogen, Rhiag, Moncler) di rinuncia alla quotazione già annunciata.

In base all'intesa siglata ieri, che va sotto il nome di «Ipo bank facility», le società che si quoteranno prossimamente in Borsa avranno la possibilità di accedere in via privilegiata a linee di credito specifiche, che potranno valere fino al doppio del capitale raccolto in sede di Ipo sotto forma di offerta pubblica di sottoscrizione. In altre parole, chi si avvicinerà al mercato azionario con la finalità di ripatrimonializzare l'azienda (e non soltanto per monetizzare la propria partecipazione) potrà arrivare a raddoppiare o triplicare le risorse finanziarie da destinare al piano di crescita.

Il finanziamento, che sarà a medio-lungo termine e potrà essere richiesto entro 24 mesi dalla quotazione, sarà destinato a un investimento materiale o finanziario, per esempio un'acquizione, e non potrà quindi sostituire un debito preesistente. Anche se in via teorica non vi sono limiti di dimensione per le società, l'iniziativa è idealmente diretta alle Pmi che si quoteranno su Aim Italia, Mac e anche sul listino principale di Piazza Affari.

«L'accordo rappresenta un passo in avanti concreto per supportare le società che decidono di quotarsi e aiutarle nel loro processo di crescita e sviluppo», ha spiegato Raffaele Jerusalmi, a.d. di Borsa Italiana, preannunciando ulteriori importanti iniziative di sostegno nei prossimi mesi. Di recente è stato creato un advisory board, che vede impegnati anche Abi e Confindustria, con il compito di proporre una formulazione rinnovata dei listini dedicati alle imprese di dimensioni più contenute. Per incentivare lo sbarco (o per evitare i ritiri dell'ultimo istante) Borsa Italiana starebbe anche pensando di creare un apposito segmento dedicato alle società partecipate da fondi di private equity.

All'accordo siglato ieri hanno immediatamente aderito 5 gruppi italiani, Intesa San Paolo, Mps, Centrobanca, Bper e Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, che entro 30 giorni renderanno operativo un percorso agevolato per l'istruttoria del finanziamento, utilizzando per questo scopo anche parte delle informazioni già fornite dalle imprese nella fase di ammissione alle negoziazioni. «L'obiettivo della partnership – ha osservato Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi – è rafforzare il rapporto tra industria bancaria e mondo produttivo non solo attraverso il credito, ma anche offrendo alle aziende strumenti per raccogliere sul mercato le risorse destinate a sostenere i propri progetti di espansione».

 

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