Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Accordi di ristrutturazione debiti modificabili in corsa

di Alessandro Felicioni  

È possibile modificare, in corsa, un accordo di ristrutturazione dei debiti divenuto inattuabile in uno o più dei suoi elementi caratteristici; ovviamente le modifiche proposte per mantenere in vita l'originaria proposta dovranno essere sottoposte all'intero percorso procedurale previsto dalla norma: dall'integrazione della relazione del professionista alla omologa della modifica da parte del tribunale; l'Assonime, con il documento n 2/2011 «L'omologa di un accordo integrativo di ristrutturazione» prende spunto da un pronuncia del Tribunale di Padova (decreto del 24 febbraio 2011) per approfondire alcuni aspetti della disciplina prevista dall'articolo 182-bis lf in tema, appunto, di accordi di ristrutturazione dei debiti.

La sempre crescente propensione all'utilizzo dello strumento paraconcorsuale in questione da parte degli imprenditori ha fatto lievitare, negli ultimi tempi, le fattispecie e le casistiche poste in essere; l'accordo di ristrutturazione appare sempre più spesso in grado di porsi come accettabile compromesso, per l'impresa e per i creditori sociali (soprattutto quelli bancari), tra uno strumento snello ma di minori garanzie quale il piano di risanamento attestato e la procedura concorsuale minore che a fronte di una tutela giudiziale maggiore presenta spesso insormontabili condizioni e costi.

L'accordo di ristrutturazione, in quanto di natura privatistica, può essere modificato in qualunque momento dalle parti. È questa la conclusione del tutto condivisibile cui giunge il tribunale di Padova.

Ovviamente il crisma dell'omologazione, necessario per far valere i diritti nascenti dall'accordo stesso (inefficacia e sospensione di qualsiasi azione cautelare ed esecutiva individuale, non revocabilità degli atti, dei pagamenti e delle garanzie prestate in esecuzione dell'accordo), dovrà essere nuovamente apposto al fine di recepire le modifiche intervenute e garantire che, nonostante le stesse, il piano alla base dell'accordo, così modificato, è ancora fattibile e idoneo ad assicurare il pagamento dei creditori estranei, vero requisito fondamentale per il vaglio positivo del tribunale.

Nella fattispecie concreta la necessità di rimetter mano all'accordo di ristrutturazione omologato è derivata dal fatto che il previsto contratto di locazione tra il debitore ed un soggetto terzo non è stato adempiuto da quest'ultimo con conseguente impossibilità di generare quei flussi reddituali e finanziari necessari per l'assolvimento degli obblighi assunti.

Per ovviare a tale conseguenza l'imprenditore ha richiesto finanza aggiuntiva ad alcuni istituti di credito coinvolti rielaborando un nuovo piano ed, ovviamente, ristipulando nuovi accordi integrativi. In particolare gli istituti nuovamente chiamati in causa hanno sottoscritto una integrazione all'originario accordo, mentre tutti gli altri hanno semplicemente preso atto della mutata situazione. Anche il professionista attentatore ha dovuto integrare la propria relazione al fine di certificare la fattibilità del piano e di verificare la tutela per i creditori estranei. In tal modo un nuovo pacchetto è stato presentato al tribunale che, pur ritenendo di trovarsi di fronte a un nuovo accordo ha proceduto alla verifica delle sole modifiche omologando, sostanzialmente solo i nuovi accordi.

L'Assonime, correttamente, sottolinea che tale elemento rappresenta un ulteriore aspetto positivo degli accordi di ristrutturazione rispetto allo strumento del concordato preventivo; in quest'ultimo, infatti, ben difficilmente può essere contemplata un'ipotesi di modifica successiva all'omologa, senza che ciò determini la necessità di riaffrontare l'intero percorso dell'ammissione, della votazione e della successiva ulteriore omologa.

La presenza di una rigida procedura giudiziaria, il voto espresso dai creditori sotto il controllo e il monitoraggio del commissario e del giudice delegato sono elementi imprescindibili che una volta intervenuta l'omologa vengono meno e impediscono qualsiasi variazione all'accordo concordatario originariamente approvato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa