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Acconti al 30/11, aspetti da ricordare

Il mese di novembre 2012 rappresenta un vero e proprio salasso per i contribuenti. Dopo la scadenza canonica del 16 novembre che ha riguardato il pagamento della quarta rata del premio Inail, la terza rata del bollettino Inps fisso Artigiani e commercianti, il versamento Iva del terzo trimestre e il pagamento del modello F24 relativo ai contributi previdenziali e alle ritenute dei dipendenti, bussa alla porta la corposa scadenza di fine novembre in materia di acconti d’imposta 2012 (vi è da ricordare che oltre alle imposte Irpef, Addizionali Irpef, Cedolare secca, Ires e Irap vanno anche versati gli acconti per la previdenza dei lavoratori autonomi e degli artigiani e commercianti). Come dettato dalla normativa sono tenute al versamento dell’acconto Irpef le persone fisiche che, nel periodo di imposta 2011,risultano a debito per un importo superiore a euro 51,65.La misura dell’acconto è pari al 96% (percentuale modificata dal Dpcm 21/11/2011) dell’imposta a saldo relativa all’anno precedente (metodo storico) e lo stesso deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre se l’importo dovuto è inferiore a euro 257,52 ovvero in due rate se l’importo dovuto è pari o superiore a euro 257,52 (la prima nella misura del 39,6% entro il 18/6/2012 o entro il 18/7/2012 con la maggiorazione dello 0,40% e la seconda nella misura del 56,4% entro il 30/11/2012).Il contribuente può anche utilizzare il metodo previsionale per la determinazione dell’acconto dovuto se prevede di dover versare una minore imposta (nel caso in cui possa contare sul sostenimento di oneri sostenuti o nel caso di reddito 2012 inferiore al 2011) e rideterminare gli acconti da versare . In materia di Irap l’acconto corrisponde al 99% dell’importo indicato nel rigo IR22 nel caso in cui tale importo sia superiore a euro 51,65 e va versato alle stesse scadenze previste per l’acconto Irpef. In caso di opzione per l’applicazione della cedolare secca per stabilire l’importo dell’acconto che deve essere versato bisogna calcolare il 92% della cedolare dovuta per il 2012 tenendo conto che: – per importi fino a euro 51,65 non è dovuto acconto; se il risultato è inferiore a euro 257,52 l’acconto è versato entro il 30.11.2012; – se il risultato è uguale o superiore a euro 257,52 l’acconto è versato in due rate (la prima, nella misura del 38% del rigo RB11 entro il 18.6.2012 e la seconda nella misura del 54% entro il 30.11.2012). Per le società di capitali la misura dell’acconto è pari al 100% dell’imposta a saldo relativa all’anno precedente (metodo storico) quale risulta dal rigo RN17 Modello Unico 2012 SC e l ‘acconto non è dovuto se il rigo in questione presenta un importo non superiore a euro 20,66 ed è dovuto in un’unica soluzione se non è superiore a euro 257,50. Nel caso in cui l’ammontare sia maggiore di euro 257,50, l’acconto va versato in due rate determinate nelle seguenti misure: – 40% a titolo di primo acconto; – 60% a titolo di secondo acconto.

Nella determinazione degli acconti 2012 si deve tener conto anche di alcune novità legislative importanti:

– il dl 138/2011, convertito dalla legge n. 148/2011, ha apportato alcune novità relativamente alla tassazione delle società non operative soggette ad Ires prevedendo l’aumento dell’aliquota Ires al 38% ;

– il dl 138/2011 ha previsto la tassazione sui beni concessi ai soci ed ai familiari dell’imprenditore qualora il corrispettivo pattuito per il loro godimento sia inferiore al valore che lo stesso avrebbe nel mercato;

– il dl n. 16/2012 ha modificato il trattamento fiscale degli immobili storici ed artistici con decorrenza dal periodo d’imposta 2012 e, al fine del calcolo dell’acconto 2012, in luogo della rendita catastale figurativa bisognare applicare una rendita catastale rivalutata;

– la Manovra di Ferragosto 2011 ha innalzato la quota minima tassata degli utili netti annuali delle società cooperative anche se destinati a riserve indivisibili e quindi, per le cooperative in generale, ai fini del calcolo degli acconti 2012 la nuova percentuale di reddito imponibile applicabile all’utile netto di bilancio è pari al 40% (in luogo del 30%) mentre per le cooperative di consumo è pari al 65% (in luogo del 55%).

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