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Acconti a step successivi

Il deposito della domanda di concordato in bianco o preventivo fa da spartiacque per il pagamento di acconti sul compenso in favore dell’attestatore e dei professionisti che assistono il debitore. Durante le procedure è ammesso corrispondere acconti solo in funzione dell’attività svolta. È quanto emerge dalle linee guida del 23/10/2014 della sezione fallimentare del tribunale civile di Roma.

Gli step della procedura

Con lo strumento del concordato in bianco il debitore ha l’opportunità di bloccare l’azione dei creditori, riservandosi di presentare il piano di risanamento e l’ulteriore documentazione in un secondo momento grazie all’ausilio di un professionista indipendente (art. 161 l. fall.) che certifichi la veridicità dei dati aziendali e fornisca un giudizio prognostico sulla effettiva idoneità del piano di assolvere al risanamento. In merito alla questione relativa al pagamento di acconti sul compenso ai professionisti ed attestatori nell’ambito delle procedure di concordato pieno e in bianco, il tribunale di Roma, con decisione a maggioranza, ha delineato le linee guida a cui attenersi, distinguendo in proposito tre ipotesi. Nella prima fase, ossia prima del deposito della domanda di concordato il debitore è lasciato libero di pagare i richiesti acconti sul compenso ai professionisti o attestatori che lo assistano, ricordando che l’attività di questi ultimi nel concordato pieno, si esaurisce tipicamente prima del deposito del ricorso. Da non trascurare tuttavia, che pur essendo tali pagamenti ammissibili, restano impregiudicati in proposito gli effetti di una possibile revocatoria. Difatti, nel caso in cui il debitore insolvente abbia posto in essere, prima di essere dichiarato fallito, atti di disposizione che hanno inciso sul suo patrimonio, depauperandolo, gli stessi possono essere colpiti e privati di effetto, attraverso l’azione revocatoria fallimentare (art. 67 l. fall.) poiché ritenuti in violazione della par condicio creditorum. A partire dal momento del deposito della domanda per l’attivazione della procedura di concordato, invece, al debitore non è più consentito di pagare alcuna somma ai professionisti che lo assistano qualora tali somme siano versate a titolo di anticipi sui compensi per attività che non siano ancora state svolte. Detti pagamenti dovranno essere realizzati nel rispetto del principio della concorsualità. Ammettendo, tuttavia, la possibile successiva omologazione del concordato, tali pagamenti, in adempimento di obbligazioni scadute, avranno natura prededucibile.

Durante la procedura, infine, quindi sempre dopo il deposito della domanda, il pagamento degli acconti ai professionisti può essere attuato, anche in più tranches, puntualizzano le linee guida, «purché, proporzionati all’attività effettivamente svolta in corso di procedura». In tal caso si tratterebbe di atti dovuti relativi all’adempimento di una obbligazione conseguente all’incarico che non necessitano di autorizzazione.

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