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Accisa energia, ultima chiamata

di Irena Rocci  

Tutti i comuni, e non solo quelli della regione Campania, possono deliberare la maggiorazione dell'addizionale all'accisa sull'energia elettrica prevista dal cosiddetto decreto mille proroghe. Dal momento che la maggiorazione deve essere destinata a coprire i costi diretti e indiretti dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti, il gettito della Tarsu o della tariffa di igiene ambientale (Tia 1) o della tariffa integrata ambientale (Tia 2) non può superare il limite rappresentato dai predetti costi.

La deliberazione del comune deve essere adottata entro il termine di approvazione del bilancio di previsione di quest'anno per avere un qualche effetto concreto e cioè entro il 30 giugno 2011, dato che a partire dal 2012 l'addizionale cessa di essere applicata nelle regioni a statuto ordinario, in forza delle disposizioni sul federalismo municipale.

Questi sono i punti di maggior interesse contenuti nella risoluzione n. 3 del 16 giugno 2011 della direzione federalismo fiscale del ministero dell'economia e delle finanze, che è intervenuta per dirimere una serie di interrogativi che sono sorti in merito all'applicabilità delle complesse disposizioni contenute nell'art. 2, comma 2-bis del dl n. 225/2010.

Il semaforo verde per tutti i comuni italiani emerge dalla constatazione che il riferimento contenuto nella norma agli artt. 11 e 12 del dl n. 195 del 2009, che riguardano espressamente la regione Campania, deve essere considerato unitariamente con le altre disposizioni di carattere finanziario in materia di ciclo di gestione dei rifiuti.

Infatti, il successivo comma 2-ter, prevede solo per i comuni della regione Campania destinatari della riduzione dei trasferimenti disposta in attuazione del citato art. 12 del dl n. 195 del 2009 e «ferma la facoltà prevista dal comma 2-bis, lettera b)», l'obbligo di deliberare, a decorrere dall'anno 2011, un'apposita maggiorazione dell'addizionale con un'aliquota indifferenziata e un gettito non inferiore all'importo annuale dei trasferimenti ridotti, incrementato fino al 10%.

L'altra questione affrontata nella risoluzione è il rapporto tra il gettito derivante dall'applicazione dell'addizionale e la copertura dei «costi diretti e indiretti dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti» e a questo proposito, nell'ipotesi in cui i comuni decidano di deliberare una maggiorazione dell'addizionale, il gettito derivante dalla stessa può solo concorrere, in via residuale, alla copertura integrale dei costi diretti e indiretti dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti.

Come per la risoluzione n. 1 del 2 maggio 2011, il direttore generale delle finanze affronta il caso in cui il comune abbia già provveduto a deliberare il bilancio di previsione e intenda comunque approvare una maggiorazione dell'addizionale. In tal caso è necessario che il comune adotti le misure idonee a rispettare il disposto dell'art. 172, comma 1, lett. e) del Tuel, secondo il quale «le deliberazioni con le quali sono determinati, per l'esercizio successivo, le tariffe, le aliquote d'imposta» costituiscono allegato al bilancio di previsione.

Pertanto, i comuni devono approvare con urgenza una variazione del bilancio conseguente alla maggiore entrata derivante dalla maggiorazione in questione riconsiderando con attenzione, per quanto ne deriva, l'allocazione dell'entrata e della corrispondente spesa.

La risoluzione si conclude con una ricognizione delle norme sul federalismo fiscale che decretano la fine dell'addizionale sull'accisa sull'energia elettrica sia comunale che provinciale a decorrere dal 2012. Ciò induce a pensare che solo per questo anno e per i pochi mesi rimasti i comuni e le province potranno godere degli effetti di questa disposizione.

Aliquota dell'imposta sull'Rc auto. Con un'altra risoluzione di ieri (n. 2/2011) il dicastero guidato da Giulio Tremonti è intervenuto a dettare chiarimenti sui possibili aumenti dell'imposta sull'Rc auto (la cui aliquota è oggi fissata al 12,5%) che le province a decorrere dal 2011 potranno ritoccare in misura non superiore a 3,5 punti percentuali. La nuova aliquota si applica sui premi annuali o rate di premio pagati a decorrere dalla data di efficacia della deliberazione di variazione dell'aliquota e cioè dal primo giorno del secondo mese successivo a quello dell'avvenuta pubblicazione sul sito www.finanze.gov.it. Le nuove disposizioni si applicano esclusivamente alle province ubicate delle regioni a statuto ordinario. Le delibere di conferma delle aliquote già deliberate e pubblicate non saranno pubblicate sul sito.

La risoluzione precisa inoltre che le deliberazioni:

– sono adottate dalla giunta provinciale, giacché, in mancanza di una disposizione specifica che attribuisca al consiglio la competenza a deliberare in materia (così come avviene invece per l'Ici e l'addizionale Irpef) trova applicazione l'art. 42, comma 2, lettera f), del Tuel che stabilisce che il consiglio comunale è competente in materia di «istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote», che, in base al successivo art. 48, spetta invece alla giunta;

– non possono essere adottate prima dell'entrata in vigore del dlgs n. 68 del 2011, vale a dire prima del 27 maggio 2011;

– devono necessariamente precedere l'approvazione del bilancio di previsione. Ciò comporta che le province che abbiano già deliberato il bilancio di previsione per l'esercizio 2011 e che, a decorrere dal 27 maggio 2011 intendano adottare le delibere di variazione dell'imposta Rc auto, devono provvedere, entro il 30 giugno 2011, ad apportare una variazione di bilancio conseguente alla maggiore o minore entrata derivante dalla deliberazione della giunta provinciale.

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