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Accertamento unico con limiti

di Luca Gaiani

L'accertamento del consolidato fiscale apre all'atto unico, ma con alcune eccezioni. Con la circolare 27/E di ieri l'agenzia delle Entrate ha illustrato la nuova procedura di rettifica della tassazione di gruppo, che ha preso il via il 1° gennaio 2011. L'accertamento viene emesso unitariamente dall'ufficio competente sulla dichiarazione individuale, tranne che nel caso di rettifiche che hanno ad oggetto elementi diversi dal reddito complessivo.

Il nuovo articolo 40-bis del Dpr 600/73, introdotto dal Dl 78/10, sostituisce il precedente sistema di accertamento del consolidato fiscale (basato su due distinti atti: primo e secondo livello) con una procedura che prevede l'emissione di un atto unico da parte dell'ufficio competente a rettificare la dichiarazione della singola società. L'atto unico determina il maggior reddito (ad esempio per il recupero di costi non deducibili o per l'imputazione di ricavi non dichiarati) e contiene già la liquidazione della maggiore Ires e delle relative sanzioni. Questo atto viene notificato sia alla società il cui modello Unico è stato rettificato, sia alla consolidante che ha presentato la dichiarazione di gruppo (modello Cnm). La circolare ricorda che la definizione dell'accertamento unitario (che si svolge sempre e soltanto avanti l'ufficio che ha emesso l'atto) si perfeziona con l'intervento (e il relativo pagamento) anche di una sola delle società coinvolte. Ciò vale sia per la procedura di accertamento con adesione (avviata prima o dopo la notifica dell'accertamento), sia per l'adesione ai verbali di constatazione o agli inviti al contraddittorio.

Il nuovo procedimento di accertamento unitario – sottolinea la circolare – non si estende agli atti che non riguardano le rettifiche del reddito individuale delle società aderenti al consolidato. Si tratta, in particolare, delle rettifiche effettuate sia sul modello Unico sia sul modello Cnm per ritenute, crediti di imposta e detrazioni che la singola società ha trasferito al gruppo, nonché sul credito iscritto nel modello Cnm per imposte estere pagate da singole società.

Fuori dall'atto unico anche le rettifiche sul solo modello Cnm e quelle riguardanti eccedenze e crediti d'imposta dichiarati dalla società nel modello individuale e non trasferiti al consolidato.

Regole particolari riguardano infine l'accertamento sugli interessi indeducibili in base all'articolo 96 del Tuir (meccanismo del Rol di gruppo) che, a seconda della tipologia di rettifica, si effettua con atto unico o con accertamenti distinti.

Come detto, l'atto unico contiene già la liquidazione della maggiore imposta, che viene calcolata indipendentemente dal risultato originario del modello Unico (reddito o perdita). La consolidante, attraverso istanza telematica, può però richiedere che vengano compensate con il maggior reddito accertato le perdite proprie del consolidato. Sono a tal fine utilizzabili – chiarisce la circolare – sia le perdite dell'anno oggetto di accertamento, sia quelle riportate nel modello Cnm da esercizi precedenti, a condizione, però, che esse non siano ancora state utilizzate alla data di invio dell'istanza. In particolare, non sono compensabili con il reddito dell'atto unico, oltre alle perdite già impiegate nel modello Cnm di anni successivi, quelle riassegnate alle società che le hanno prodotte in caso di interruzione o mancato rinnovo della tassazione di gruppo.

In caso di contenzioso, scatta infine il liticonsorzio necessario tra consolidata e consolidante. L'impugnazione dell'atto unico può comunque avvenire o con ricorso congiunto delle due società, ovvero mediante due ricorsi distinti, ovvero ancora con il ricorso proposto da una sola di esse.

 

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