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Accertamento senza termini doppi

di Marco Mobili

Dietrofront sul raddoppio dei termini di accertamento. Verifica ex post degli effetti prodotti dalle misure antievasione. Sono due principi più volte chiesti da imprese e professionisti per ribilanciare i rapporti tra Fisco e contribuenti. I cantieri delle semplificazioni fiscali e della riforma del sistema tributario sono di fatto aperti. Entro questa settimana si dovrebbero tirare le fila, almeno sul fronte delle semplificazioni. L'obiettivo potrebbe essere quello di portare a Palazzo Chigi la prossima settimana un decreto legge finalizzato a semplificare e ridurre i costi amministrativi sostenuti da imprese e cittadini per rispettare gli obblighi fiscali. Subito dopo l'Esecutivo potrebbe richiedere al Parlamento una nuova delega per riscrivere all'insegna dell'equità le regole dell'intero sistema tributario.
Le semplificazioni
È un mosaico complesso quello su cui lavoreranno questa settimana i tecnici dell'amministrazione finanziaria. Tra le novità all'esame e molto atteso dalle imprese spicca il dietrofront sul raddoppio dei termini di accertamento introdotto nel 2006 dalla cosiddetta Visco-Bersani. Un principio che era stato recentemente avallato dalla Corte costituzionale (sentenza 247/2011) che ha riconosciuto la legittimità del raddoppio dei termini (da 4 a 8 anni e da 5 a 10 anni in caso di omessa dichiarazione) se anche allo scadere dei tempi ordinari di accertamento subentrano violazioni penalmente rilevanti.
L'idea su cui si starebbe lavorando sarebbe quella di circoscrivere il raddoppio dei termini di accertamento solo ai casi in cui i fatti penalmente rilevanti emergono entro i termini ordinari (come detto 4 o 5 anni). Se così fosse la misura riguarderebbe da vicino i contribuenti che nel 2002 hanno aderito alle varie forme di condono. Questi soggetti, infatti, in presenza di reati possono essere ancora accertati dal Fisco per le annualità 2000, 2001 e 2002 (circolare delle entrate n. 1/E del 2012).
Per restare sul fronte delle semplificazioni attenzione puntata anche sullo spesometro. Proprio oggi scade il termine del primo appuntamento operativo relativo alle operazioni 2010 per il quale era stata fissata una soglia di 25mila euro, molto più alta dei 3.000/3600 prevista dal 2011. Le difficoltà operative più volte segnalate da professionisti e imprese, che tra l'altro hanno portato a due rinvii dell'obbligo di comunicazione delle compravendite effettuate, hanno spinto il Fisco a valutare l'abolizione della soglia ritornando di fatto così a una sorta di elenco clienti-fornitori.
Gli accessi alle agevolazioni e ai regimi opzionali dovrebbero costituire l'altro pilastro delle misure di snellimento degli obblighi fiscali. A questi si aggiungono interventi come la possibile proroga del versamento della "tassa sull'anonimato" dovuta entro il 16 febbraio da chi ha aderito agli scudi fiscali, così come modalità semplificate per calcolare il primo appuntamento di metà giugno con il ritorno dell'Ici (ora Imu) sulla prima casa.
La nuova delega
La lotta all'evasione sarà al centro anche della nuova delega fiscale che il Governo intenderebbe presentare nelle prossime settimane. Oltre a prevedere che a pagare la riduzione dell'Irpef di dipendenti e pensionati siano gli evasori (si veda Il Sole 24 Ore del 27 gennaio scorso) verrebbe previsto anche il principio secondo cui gli effetti e gli obiettivi raggiunti dalle misure di contrasto all'evasione dovranno essere verificati ex post annualmente. Tra gli altri principi di delega su cui si starebbe lavorando c'è la codificazione dell'abuso del diritto così come la riforma del prelievo sugli immobili su cui il Governo ha già annunciato a inizio anno di voler intervenire in tempi rapidi.

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