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Accertamento esecutivo in saldo

di Simona D'Alessio e Francesco Cerisano  

Accertamento esecutivo dopo 180 giorni (e non 120, come prevede la legge che scatterà il 1° luglio) dalla notifica dell'atto da parte di Equitalia, e una sforbiciata all'anticipo chiesto dall'erario ai contribuenti che presentano ricorso, che passerebbe dall'attuale 50% a un terzo della somma.

Sono due ipotesi di modifica sul tavolo della maggioranza, che lunedì presenterà nelle commissioni finanze e bilancio il suo pacchetto di emendamenti fiscali al decreto per lo sviluppo, che comprende anche un freno all'uso delle cosiddette «ganasce» per la riscossione di importi non significativi, e l'altolà a ipoteche, o espropri di immobili per cifre debitorie che siano al di sotto dei 20 mila euro. A confermarlo a ItaliaOggi sono Giuseppe Marinello (Pdl) e Maurizio Fugatti (Lega), i due relatori del provvedimento che si avvia verso il voto di fiducia in aula, fra mercoledì e giovedì prossimi, per poi passare al vaglio dei senatori. Si cammina su un terreno minato, perché se da un lato lo stesso ministro dell'economia Giulio Tremonti ha sottolineato recentemente la necessità di intervenire su questioni che «non portano rigore, ma solo discredito» (il riferimento era al calcolo degli interessi sugli interessi e sulle more delle sanzioni tributarie, l'anatocismo, inserito in una risoluzione approvata bipartisan dalle commissioni alla fine di maggio, e che farà parte delle modifiche che il centrodestra depositerà all'inizio della prossima settimana, ndr), dall'altro ieri il sottosegretario Alberto Giorgetti si è schierato a favore del mantenimento del sistema in equilibrio, per non passare «dalle discussioni sull'esigenza di combattere l'evasione fiscale, all'ipotesi di trovarci all'estremo opposto, anche se le famiglie e le imprese hanno il fiato corto».

Il sottosegretario ha assicurato, comunque, che il governo «cercherà una soluzione».

Nella giornata appena trascorsa, il Carroccio, fra l'altro, ha depositato una proposta di modifica riguardante lo sportello unico per le imprese, con meccanismi per garantirne l'attivazione da parte dei comuni, altrimenti il governo potrà nominare un commissario «ad acta» per realizzarlo, incassando le critiche e la preoccupazione dell'Anci. Altra iniziativa in salsa federalista illustrata da Fugatti è un ritocco al meccanismo di concessione degli appalti pubblici che, dichiara, «secondo quanto scritto in un nostro emendamento, potranno essere assegnati soltanto ad aziende locali».

Intesa ancora molto lontana nel centrodestra sulla concessione dei diritti demaniali delle spiagge: Marinello precisa che «ci stiamo adoperando per una mediazione. Abbiamo parlato nelle ultime ore a lungo con le categorie imprenditoriali interessate e che lavorano in questo importante settore del Paese, che avevano apprezzato la precedente proposta del governo nell'altro dl sviluppo che stabiliva il diritto di superficie di 90 anni per i privati. Com'è noto, il Quirinale ha posto dei rilievi, che sono stati naturalmente recepiti e accolti nel testo finale e il termine è stato a quel punto ridotto a 20 anni». I leghisti hanno le idee molto chiare e spingono per un innalzamento a mezzo secolo della soglia, il resto della maggioranza si dichiara propenso a stralciare la norma dal decreto per evitare un muro contro muro. Ad ogni modo, come evidenziano i relatori, si va verso uno slittamento della discussione sul capitolo stabilimenti balneari e spiagge almeno a martedì.

Sono aperti anche altri fronti, considerando che nelle ultime ore si sono affacciate ipotesi di restyling al cosiddetto ius variandi, ovvero la possibilità delle banche di intervenire unilateralmente nelle condizioni di credito alle imprese, ma sono state sottoposte eventuali modifiche ai meccanismi dei crediti di imposta, con riferimento al lavoro nel Mezzogiorno e alla ricerca scientifica e tecnologica. Temi su cui il governo ha manifestato la sua intenzione di effettuare un approfondimento.

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