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Accertamenti su Irpef e Iva, ipoteche più facili per il Fisco

di Antonella Baccaro

ROMA — Cartella di pagamento, addio. Dal primo ottobre scorso gli avvisi di accertamento sono diventati esecutivi dopo 60 giorni dalla loro notifica. In pratica, trascorsi ulteriori 30 giorni dal termine per la proposizione del ricorso, senza che il contribuente abbia pagato, l'agente della riscossione è autorizzato ad avviare il processo di iscrizione ipotecaria, per il quale, comunque, occorrono almeno altri sei mesi. Il tutto senza la preventiva notifica della cartella di pagamento. La novità, che ha suscitato numerose polemiche, è stata introdotta per «superare la doppia notifica che allungava i tempi e moltiplicava il contenzioso», come spiega il vicedirettore generale di Equitalia, Renato Vicario.

Qual è l'ambito di applicazione della norma?
«La nuova procedura si applica già dal 1o gennaio ai crediti contributivi Inps e dal 1o ottobre agli accertamenti su Irpef e addizionali, Ires, ritenute, imposte sostitutive, Irap e Iva. Non si applica invece alle imposte indirette e alla fiscalità locale, insomma non ha niente a che vedere con le "cartelle pazze"».

Quali sono i periodi d'imposta sottoposti alla nuova disciplina?
«Quelli del 2007 e i successivi».

Come funziona il nuovo accertamento?
«Si parte sempre dall'avviso di accertamento che viene notificato. Da questo momento il contribuente ha sempre due mesi per fare ricorso. Scaduto questo termine, entro 30 giorni entra in azione l'agente della riscossione che non può porre in essere atti di espropriazione prima che trascorrano altri 180 giorni (in tutto 9 mesi dalla notifica dell'atto di accertamento). Rispetto al sistema precedente il termine di possibile inizio delle azioni esecutive è mediamente ridotto di circa tre mesi».

Resta però la possibilità che decorsi i 90 giorni dalla notifica Equitalia iscriva un'ipoteca?
«No, i meccanismi di iscrizione di ipoteca non sono così automatici. Una recente norma contenuta nel decreto sviluppo ha introdotto l'obbligo per l'agente della riscossione di preavvisare il contribuente della volontà di iscrivere ipoteca concedendogli almeno trenta giorni prima di procedere. Inoltre abbiamo deciso di adottare una prassi aziendale che prevede comunque l'invio di solleciti. Considerando che poi c'è l'attesa per l'eventuale pagamento o la richiesta di rateazione in massimo 72 rate, e ancora le fasi di analisi della posizione debitoria, il processo d'iscrizione dell'ipoteca finisce comunque per durare anche più di 6 mesi».

Coincidendo così con la sospensione automatica?
«Esatto».

Una nuova norma per risparmiare solo tre mesi di tempo?
«No, in realtà il sistema è reso più efficiente dal fatto che, venendo a mancare la doppia notifica, insomma la cartella di pagamento, si riducono tempi e costi e si limita il contenzioso formale».

Che possibilità di ricorso c'è?
«Il contribuente può fare ricorso entro due mesi dalla notifica pagando un terzo delle somme richieste, mentre prima gli veniva richiesto il 50%».

Se il contribuente chiede di avere un contraddittorio con l'Agenzia delle Entrate cosa succede?
«Il termine per l'impugnazione, inizialmente di 60 giorni, e quello per effettuare il pagamento, si allungano di ulteriori 90 giorni».

Quali sono le soglie di debito entro le quali si iscrive l'ipoteca?
«Non è possibile iscrivere l'ipoteca se i debiti sono inferiori a 8 mila euro. Per quelli tra gli 8 mila euro e i 20 mila euro si può iscrivere ipoteca solo se non c'è contenzioso e se non si tratta di prima abitazione. L'iscrizione scatta senz'altro sopra i 20 mila euro».

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