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Accertamenti Inps sotto l’albero

Regalo di Natale alle partite Iva. Mittente: Inps. Sotto l’albero quest’anno i professionisti senza cassa troveranno gli accertamenti contributivi per gli anni dal 2009 al 2012. Tre le possibilità: liquidazione d’ufficio (dovuta a calcoli sbagliati in dichiarazione dei redditi); comunicazione di debito (pagamenti non fatti o fatti in misura inferiore al dovuto); compensazione indebita su F24. Qualunque sia quella ricevuta, il lavoratore ha 30 giorni per pagare e così regolarizzare. Non farlo comporterà l’emissione dell’avviso di addebito con valore esecutivo. A spiegarlo è lo stesso Inps nel messaggio n. 5128/2016.

Lavoratori autonomi. Le verifiche e gli accertamenti appena conclusi dall’Inps hanno riguardato le posizioni dei c.d. professionisti senza cassa, ossia dei soggetti iscritti alla gestione separata dell’Inps che hanno prodotto reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53, comma 1, del Tuir, negli anni 2009, 2010, 2011 e 2012. Il controllo, spiega l’Inps, ha individuato diverse fattispecie d’irregolarità, emerse a seguito del caricamento dei flussi di reddito denunciati e liquidati dall’Agenzia delle entrate e della verifica dei versamenti effettuati e del corretto calcolo del contributo dovuto, relativamente alla situazione soggettiva del contribuente (per esempio applicazione corretta di aliquota). Poiché sono emerse diverse tipologie di debito, l’Inps anche al fine di una più chiara individuazione del dovuto, ha previsto tre distinte comunicazioni (si veda tabella). In ogni caso la comunicazione ha valore di atto interruttivo della prescrizione.

Che fare? Ricevuta la «comunicazione» non resta che verificarne il contenuto con quanto registrato nella propria contabilità. Se risultano discordanze se ne può dare comunicazione all’Inps, tramite il cassetto bidirezionale «gestione separata liberi professionisti». In alternativa bisogna pagare o fare ricorso al comitato amministratore per la gestione separata, da inviare online.

Prima l’Agenzia, poi l’Inps. In secondo luogo l’Inps risponde ad alcune richieste di chiarimento in merito alle modalità del controllo e delle attività svolte dall’Agenzia delle entrate. Quest’ultima, spiega l’Inps, effettua diverse tipologie di controllo; tra queste, quelle di diretto interesse ai fini previdenziali sono il «controllo formale» (art. 36-ter) e la «liquidazione delle imposte e contributi» (art. 36-bis) di cui al dpr n. 600/173. A seguito del controllo formale l’Agenzia delle entrate emette specifiche comunicazioni che evidenziano:

– la correttezza della dichiarazione (comunicazione o avviso di regolarità), inviate nel cassetto fiscale;

– l’eventuale presenza di errori (richiesta di chiarimenti), notifiche mediante raccomandata postale.

Le comunicazioni (in particolare quella del secondo tipo) non sono degli atti impositivi, ma un modo per far conoscere al contribuente il risultato dei controlli e consentirne la regolarizzare, onde evitare l’iscrizione a ruolo e l’applicazione delle sanzioni in misura piena, mediante il pagamento entro 30 giorni dalla notifica. Trascorso il termine senza regolarizzare, l’Agenzia invia i dati all’Inps che, da questo momento, condurrà il recupero contributivo.

Daniele Cirioli

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