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Accertamenti esecutivi sospesi

Il mancato perfezionamento dell’adesione non incide, in alcun modo, sulla sospensione dei termini di impugnazione. La nuova procedura di sospensione della riscossione introdotta dalla legge di stabilità per il 2013 si può applicare anche agli accertamenti esecutivi e non soltanto alle iscrizioni a ruolo. Sono questi, in estrema sintesi, i principali chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate nella circolare n. 1/e del 15 febbraio scorso, in tema di accertamento con adesione e sospensione della riscossione tramite istanza al concessionario ai sensi dell’articolo 1, commi da 537-543 della legge n. 228/2012.

Si tratta di due precisazioni importanti che consentono di interpretare in maniera elastica e favorevole ai contribuenti due istituti di grande rilevanza del nostro ordinamento tributario.

Il mancato perfezionamento dell’adesione. Il mancato versamento delle somme dovute nei 20 giorni successivi alla sottoscrizione dell’atto di accertamento con adesione impedisce il perfezionamento dell’adesione stessa. Ciò tuttavia non costituisce un atto interruttivo della sospensione dei termini per l’impugnazione dell’atto di accertamento che per legge è riconosciuto al contribuente in 90 giorni decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza di accertamento con adesione. La precisazione fornita dalle entrate nel citato documento di prassi conferma, sostanzialmente, che il suddetto termine di sospensione non è soggetto a cause di decadenza specifiche. L’unico soggetto in grado di bloccare tale termine è lo stesso contribuente che può interrompere i 90 giorni semplicemente presentando il ricorso introduttivo del giudizio in commissione tributaria provinciale contro lo stesso atto per il quale aveva originariamente richiesto l’attivazione del procedimento di adesione.

Il mancato pagamento delle somme previste nei 20 giorni successivi alla stipula dell’adesione rende inefficace la stessa ma non inibisce la possibilità né che nel residuo termine, rispetto ai 90 iniziali, un nuovo tentativo di adesione possa essere perfezionato, né che il contribuente possa presentare ricorso alla commissione tributario entro il termine massimo di 150 giorni (60+90) calcolati dalla data di notifica dell’avviso di accertamento.

La sospensione degli accertamenti esecutivi. La nuova procedura di sospensione immediata delle iniziative finalizzate alla riscossione introdotta dalla legge di stabilità per il 2013, può riguardare anche gli accertamenti esecutivi. Naturalmente perché ciò sia possibile, si legge nella precisazione fornita dalle entrate nella circolare n. 1/e, è necessario che tale accertamento esecutivo, o meglio le somme dovute a seguito dello stesso, siano state affidate in carico all’agente della riscossione. Si tratta di una precisazione certamente importante ma che trova un limite proprio in quest’ultimo inciso.

Poiché la nuova procedura di sospensione immediata della riscossione può essere attivata solo su istanza motivata del contribuente entro i 90 giorni successivi alla notifica del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o esecutiva, ecco che nel mondo degli accertamenti esecutivi tale termine decadenziale potrebbe porre qualche problema ai contribuenti. Il rischio potrebbe essere infatti quello di presentare l’istanza al concessionario quando ancora quest’ultimo non ha ricevuto il flusso telematico dall’Agenzia delle entrate in relazione a quell’avviso di accertamento e quindi non sia ancora affidatario delle somme da riscuotere.

Negli accertamenti esecutivi infatti le somme finiscono in carico all’agente della riscossione solo dopo il decorso infruttuoso del termine di 60 giorni dalla notifica dell’accertamento al quale si devono sommare altri 30 giorni nei quali, nonostante il perfezionamento dell’atto notificato, il contribuente evita le azioni esecutive semplicemente pagando quanto dovuto. Ecco allora che, data la coincidenza fra il termine per l’affidamento al concessionario della riscossione delle somme dovute a seguito di notifica al contribuente di un accertamento esecutivo e quello per produrre istanza di sospensione ai sensi dell’articolo 1, commi da 537-543 della legge n.228/2012, il rischio di attivarsi per somme non ancora in carico presso il concessionario è tutt’altro che remoto. Quello che non chiarisce la precisazione delle entrate al riguardo è se la domanda presentata dal contribuente prima che il concessionario abbia ricevuto in carico le somme dovute sulla base dell’accertamento esecutivo, debba considerarsi come non prodotta o semplicemente sospesa in attesa della suddetta presa in carico da parte del concessionario. Il buon senso porta a ritenere valida la seconda soluzione da ultimo prospettata.

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