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Accelerazione sulla prescrizione breve

di Dino Martirano

ROMA— Se ci sono i numeri in aula alla Camera, oggi alle 10 il Pdl chiederà l’inversione dell’ordine del giorno: avanti tutta con la prescrizione breve — con una novità sui reati di particolare tenuità commessi anche dai pregiudicati che accettano di risarcire la vittima — e stop per un paio di settimane alla legge comunitaria che porta con sé la norma sull’allargamento della responsabilità civile dei magistrati. Già oggi invece, se non ci sono colpi di scena, e nonostante ieri la Giunta per il Regolamento (6 a 5) si sia espressa contro, il presidente Gianfranco Fini potrebbe autorizzare il voto per domani in aula sul conflitto di attribuzione tra la Camera e i giudici di Milano che, a partire dal 6 aprile, processeranno Silvio Berlusconi per prostituzione minorile e concussione (caso Ruby). Tutto ruota ancora intorno alle vicende giudiziarie del presidente del Consiglio. Tant’è che la maggioranza ha deciso di accelerare sul ddl che abbrevia i termini di prescrizione dei reati commessi dagli incensurati: un colpo di bisturi (il termine di estinzione del reato si riduce da un quarto un sesto della pena edittale) che manderebbe in archivio prima dell’estate anche il processo Mills in cui è imputato il premier per corruzione. Così c’è fretta di procedere e di votare la prescrizione breve entro stasera, domani al massimo. Tuttavia, il relatore del testo, Maurizio Paniz (Pdl), è disposto ad accogliere alcune proposte dell’opposizione «purché siano costruttive» : tra le altre, passerebbe l’emendamento che autorizza il giudice a prosciogliere l’imputato (anche pregiudicato) in considerazione della tenuità del fatto e della sua disponibilità a risarcire la vittima. Una sorta di emendamento «poveri cristi» che bilanci la prescrizione breve per gli incensurati mirata soprattutto ad avvantaggiare i colletti bianchi. Se va in porto l’inversione dell’ordine del giorno, dunque, slitta a data da stabilirsi la legge comunitaria, che la prossima settimana verrà superata anche dal testamento biologico: ieri, infatti, il sottosegretario Alberto Giorgetti ha chiesto tempo alla commissione Bilancio perché Pdl e Lega non hanno ancora deciso come riscrivere l’articolo 18 sull’allargamento della responsabilità civile dei magistrati. Il relatore Gianluca Pini (Lega) dice che la maggioranza non farà «alcun passo indietro: non una retromarcia, solo aggiustamenti tecnici» . Eppure ora gli avvocati parlamentari del Pdl sono convinti che non si possa abbandonare l’attuale formulazione di «dolo e colpa grave» , pur aggiungendo in coda che la responsabilità civile scatti quando c’è «violazione evidente di legge per negligenza inescusabile» . Allora «ben venga un passo indietro sulla responsabilità civile» , dice il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che ha autorizzato la VI commissione a valutare le ricadute della norma. Il dibattito a Palazzo dei Marescialli è stato aggiornato a oggi ma i capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Cicchitto e Gasparri, hanno già annunciato che non verrà tollerato alcuno strappo: «Abbiamo il dovere di difendere le prerogative del Parlamento» .

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