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«Accelerazione sui pagamenti Pa»

La verifica c’è stata, il governo va avanti ma decisioni da annunciare ce ne sono poche. L’unica “notizia” è la «disponibilità» ad accelerare i tempi per il rimborso alle imprese dei crediti maturati dalle imprese nei confronti della Pa e l’annuncio che oggi all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri ci sarà il Ddl costituzionale per l’accorpamento delle province. Su Imu e Iva, invece, l’istruttoria per la ricerca delle coperture resta aperta, anzi apertissima. Soprattutto dopo che il Fmi ha ribadito il «no» alla cancellazione dell’imposta sulla prima casa, scatenando la reazione del Pdl e incrinando il clima di ritrovata coesione che poche ore prima a Palazzo Chigi Letta era riuscito a far emergere.
Se ne riparlerà il 18, quando tornerà a riunirsi la «cabina di regia», così è stato infatti ribattezzato il consesso riunitosi ieri a Palazzo Chigi, dove oltre al premier erano presenti i ministri Saccomanni e Franceschini, il vicepremier Alfano e i capigruppo di Pdl, Pd e Sc. Due ore di riunione per stilare l’agenda delle cose da fare. E la prima scadenza adesso è proprio l’Imu. Il governo ha promesso la riforma dell’imposta sulla casa prima della pausa di ferragosto. Letta ha ribadito che il nodo coperture (anche per bloccare l’aumento Iva) resta molto «complicato» perché le risorse vanno trovate all’interno del bilancio 2013.
Risorse che invece ci sarebbero per consentire la restituzione dei crediti maturati dalle imprese. «Tutto ciò che aiuta il rilancio economico, a partire dal rafforzamento dei pagamenti dei debiti della Pa e alle imprese, sarà parte del nostro progetto e programma», ha affermato il premier. Parole servite anche a cancellare le fibrillazioni provocate dalle precedenti dichiarazioni del ministro dell’Sviluppo Zanonato, che interrogato sulla possibilità di anticipare già al 2013 la tranche di 20 miliardi prevista per il prossimo anno aveva detto: «Mi piacerebbe, ma non so se si potrà fare». In realtà l’incertezza c’è ma non dipende dalla disponibilità finanziaria ma dalla capacità delle Regioni e delle amministrazioni locali di rendiconti i crediti maturati, in altre parole di presentare le fatture.
L’impegno del premier è comunque di fare il possibile per anticipare il più possibile i tempi, che potrebbero tradursi anche in un’accelerazione della ripresa e in maggiori entrate, dalle quali potrebbero arrivare le auspicate coperture per Iva e Imu. Saccomanni per ora non si espone. Letta è però convinto che ci sono i presupposti per uscire dal guado. Ma per riuscire, è fondamentale per il premier la coesione della sua maggioranza. Ed era proprio questo il principale obiettivo della riunione di ieri.
Un risultato apparentemente raggiunto, visto che da Brunetta a Zanda, a Dellai nessuno ha risparmiato sorrisi e giudizi più che positivi sul vertice di ieri. Letta si è detto pienamente d’accordo a intensificare il confronto con i partiti della sua maggioranza, per concordare passo passo le scelte, a partire dalle coperture per lo slittamento a ottobre dell’Iva.
La riunione si è svolta in un clima definito da tutti «sereno e costruttivo». Un clima che ha permesso al premier di rilanciare l’obiettivo dei «18 mesi». Una scadenza che, è bene ricordarlo, coincide con l’inizio del semestre italiano di presidenza della Ue e che se raggiunta garantisce all’esecutivo di arrivare almeno fino al 2015.
Ma la partita è appena all’inizio. Non bisogna mai dimenticare che oltre al nodo coperture, all’Imu e all’Iva ci sono i problemi interni delle singole forze politiche. Nel Pd cresce la fronda anti-Renzi e nel Pdl l’attesa è soprattutto per le sentenze che riguardano Silvio Berlusconi, prima tra tutte quella in autunno della Cassazione sul caso Mediaset, che potrebbe sancire l’uscita di scena del Cavaliere dalla vita politica.

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