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Accelera il bilancio dell’Eurozona

Proseguono i lavori del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy che a metà ottobre deve presentare ai capi di Stato e di Governo dell’Unione un primo progetto di riforma della zona euro. Tra le idee più dibattute nel corso degli ultimi giorni con le delegazioni nazionali c’è l’ipotesi di dotare l’unione monetaria di un proprio bilancio. Germania e Francia non si oppongono, anche se le loro motivazioni sono diverse. Altri invece temono divisioni tra i 17 e i 27.
In un documento preparatorio, i collaboratori di Van Rompuy hanno messo sul tavolo varie opzioni. Tra queste un “bilancio centrale”, i cui compiti rimangono tutti da definire: semplice stabilizzazione finanziaria o vera condivisione dei rischi? I diplomatici del consiglio europeo avevano tastato il polso a Berlino e a Parigi prima di formulare l’ipotesi. Da allora, sia la Francia che la Germania hanno confermato un loro interesse a perseguire questa strada, ma la loro ottica è diversa.
Per Parigi un bilancio della zona euro dovrebbe essere utilizzato per controbilanciare i costi delle politiche di austerità, per Berlino invece potrebbe essere uno strumento di trasferimento di fondi finanziari in cambio di riforme economiche. Nel contempo mentre per Parigi un bilancio della zona euro servirebbe a frenare la tendenza all’intrusività nei bilanci nazionali, per Berlino sarebbe un modo per evitare di perseguire l’opzione controversa delle obbligazioni europee.
Nei due casi quindi sia la Francia che la Germania guarderebbero di buon occhio a questa ipotesi non tanto (o non solo) per rafforzare l’integrazione europea, ma anche per evitare opzioni ritenute meno appetibili. Sia Parigi che Berlino stanno affrontando un argomento delicatissimo. In Francia il souverainisme continua ad avere molti adepti; in Germania è forte la paura di diventare lo Zahlmeister, l’ufficiale pagatore dell’Unione, un sentimento che rischia di segnare la campagna elettorale del 2013.
«La mutualizzazione dei debiti è un concetto che piace ai francesi, ma che continua a non piacere ai tedeschi», conferma un responsabile europeo. Commenta Roberto Gualtieri, eurodeputato del partito democratico e uno dei tre parlamentari che rappresentano il Parlamento europeo nelle discussioni sul futuro della zona euro: «Come verrebbe finanziato il bilancio? Come verrebbe amministrato? Quale sarebbe il suo ammontare? Tutte questioni cruciali non ancora discusse».
Evidentemente, l’idea di un bilancio della zona euro incrocia l’ipotesi di una nuova tassa sulle transazioni finanziarie che potrebbe almeno in parte grazie al gettito offrire la necessaria copertura finanziaria. In un primo tempo, nove Paesi si erano detti interessati a una cooperazione rafforzata in questo campo. Nelle ultime settimane, il numero sarebbe cresciuto a 13. Una lettera di proposta alla Commissione è attesa nei prossimi giorni.
Per parte italiana, a Bruxelles la settimana scorsa, il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero ha illustrato il punto di vista del Governo: «Può essere un’idea interessante», ha detto riferendosi a un bilancio della sola zona euro, che l’Italia vede però «come una sezione del bilancio dell’Unione». È la tesi di tutti coloro che vogliono evitare una spaccatura dell’Unione. C’è da chiedersi però come si possa perseguire l’integrazione a 17 cercando di mantenere inalterata l’Unione a 27.
Secondo la prevista tabella di marcia, Van Rompuy presenterà un primo progetto di riforma della zona euro al consiglio europeo di metà ottobre, concentrandosi sulle misure che possono essere prese senza modifica dei trattati. In dicembre, lo stesso presidente del consiglio europeo presenterà la versione definitiva del rapporto, considerando anche eventuali modifiche costituzionali. Il pacchetto avrà quattro pilastri: oltre all’unione di bilancio, anche l’unione economica, l’unione politica e l’unione bancaria.

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