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Abuso, l’ok entro metà giugno

Proroga in vista per l’approvazione da parte delle commissioni riunite di Camera e Senato dei tre decreti della delega fiscale su certezza del diritto, internazionalizzazione dell’impresa e fatturazione elettronica. Per l’approvazione dei tre decreti Camera e Senato hanno bisogno di più tempo.

Stando a quanto dichiarato ad ItaliaOggi dall’onorevole Michele Pelillo, relatore alla Camera per la commissione finanze, del dlgs sulla certezza del diritto: «Il termine d’approvazione previsto entro 30 giorni sarà posticipato, mentre per la prima settimana del mese di giugno è attesa la ripresa e l’avvicinamento a conclusione dei lavori sui dlgs. La precedenza», continua Pelillo, «sarà data alle disposizioni in materia di certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, vista non solo l’esigenza prioritaria legata alle pratiche di voluntary disclosure, ma considerata anche la circoscrizione dell’argomento». Pelillo ha precisato inoltre che le aule tenderanno a portare avanti parallelamente i lavori dei tre i decreti, per poi approvarli tutti entro la prima metà di giugno. La settimana di aggiornamento prevista in Senato tra il 25 e il 31 maggio, potrebbe però rallentare i lavori delle commissioni riunite. Le commissioni nell’esaminare i provvedimenti attuativi della legge delega fiscale possono richiedere una sorta di extra time per completare le audizioni di istituzioni e mondo professionale per poi andare a formulare il proprio parere.

Certezza del diritto.

Relativamente alla certezza del diritto, lo schema in esame prevede l’attuazione di norme relativamente all’abuso di diritto e al raddoppio dei termini per l’accertamento, in un regime d’adempimento collaborativo. Con abuso di diritto si intendono le operazioni prive di sostanza economica, nonché i vantaggi economici indebiti. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, audito ieri, ha espresso valutazione positiva relativamente all’impatto del dlgs in esame, specie a proposito della introduzione di una norma antielusiva generale e a carattere residuale. Quest’ultima potrebbe essere abrogata (mantenendo inalterata l’originaria sostanza) in favore dell’introduzione di una norma antiabuso. Sul punto, il Cndcec ha proposto di chiarire se con la nozione di abuso si intenda anche la violazione da parte del contribuente della ratio legis della norma fiscale o se occorra anche la realizzazione di un vantaggio indebito. In materia di raddoppio dei termini d’accertamento l’obiettivo che si è posta la disposizione è rispondere all’esigenza di riconoscere agli uffici maggior tempo per acquisire e valutare gli elementi istruttori emersi nel corso delle indagini condotte dall’Autorità giudiziaria, che potrà attuarsi solo se la violazione penale sarà denunziata dall’Amministrazione finanziaria a quest’ultima entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (entro il quinto in caso di omessa dichiarazione). Il Cndcec ha richiesto che il raddoppio dei termini venga ampliato, affinché la denuncia possa esser trasmessa non solo dall’Amministrazione finanziaria, ma da tutti quei soggetti diversi aventi obbligo di segnalazione in caso di reato tributario. Tale norma si accompagna all’azione antievasiva della voluntary disclosure (legge 186/2014), che attualmente trova ostacolo nella corretta individuazione dei periodi di imposta accertabili al momento di presentazione d’istanza di collaborazione volontaria.

Internazionalizzazione dell’impresa.

Il dlgs al vaglio dell’esame della II e VI commissione della Camera, racchiude i principi e i criteri direttivi per l’introduzione di norme aventi il presupposto di ridurre l’incertezza della determinazione del reddito e della produzione, favorendo l’internazionalizzazione di soggetti economici operativi o che intendono operare in Italia. Positiva la reazione del Cndcec, che ha visto in tale decreto la possibilità di una nuova apertura verso l’Ue; Ancot, Associazione dei consulenti tributari, ha mostrato invece qualche perplessità.

Trasmissione telematica delle operazioni Iva.

Il decreto mira a rafforzare il controllo fiscale, incentivando l’utilizzo del mezzo telematico per la trasmissione dei corrispettivi e la fatturazione elettronica. Questo per garantire una maggiore tracciabilità delle transazioni, prevedendo un rafforzamento dei controlli trasversali grazie all’attività congiunta di più autorità pubbliche.

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