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Abuso del diritto sotto esame

Legalità, evasione e crescita. È su queste tre direttrici che si dovrà muovere nei prossimi mesi l’azione di contrasto all’evasione fiscale in Italia. A illustrarle sarà oggi pomeriggio lo stesso Mario Monti, che torna a riunire a via XX Settembre, per la seconda volta, la task force anti-evasione. Dalla prima riunione del 28 febbraio scorso sono proseguiti i tavoli di confronto tra i tecnici e responsabili della lotta all’evasione, mentre nella riunione di oggi sarà il premier a fare il punto sullo stato dell’arte degli strumenti messi in campo per dare la caccia agli evasori. Così come sarà l’occasione per confrontarsi sulle tensioni sociali di queste ultime settimane che si sono registrate nei rapporti con i contribuenti.
L’incontro con il comandante generale della Guardia di finanza, il direttore dei Monopoli e i direttori delle agenzia delle Dogane e delle Entrate avrà comunque ancora una volta l’obiettivo prioritario di rafforzare il coordinamento di tutte le strutture operative coinvolte nel piani di contrasto all’evasione. Non solo. Oggi si proverà a entrare anche nel merito di alcune questioni oggetto spesso di contrasto tra l’amministrazione e il mondo delle imprese, come ad esempio l’abuso del diritto.
Un principio che lo stesso Governo ha già deciso di codificare con la delega fiscale, prevedendo l’introduzione di una norma generale di definizione di abuso da unificare con quella dell’elusione per renderla applicabile a tutti i tributi. Senza fare sconti a chi mette in atto operazioni di pianificazione fiscale prive di adeguate autonome finalità economiche, ma col solo fine di ottenere risparmi di imposta.
Al centro del sistema anti-evasione è l’agenzia delle Entrate, la cui azione deve essere ispirata a criteri di trasparenza e correttezza. E a cui è stato affidato un obiettivo non poco impegnativo: recuperare il 15% in più rispetto all’incasso 2011.
È quanto emerge dalle 16 slide del Piano d’azione 2012 delle Entrate. Sotto la voce «conseguimento delle previsione di entrata», il 2012 segna 10 miliardi di euro, ovvero 1,3 miliardi in più rispetto a quanto incassato lo scorso anno.
Il tutto dovrà essere realizzato mantenendo costante a 380mila il numero complessivo degli accertamenti. Nel 2012 gli uomini del fisco dovranno concentrarsi su 3.166 grandi imprese (quelle sottoposte a tutoraggio con volume d’affari e ricavi non inferiori a 100 milioni). E, rispetto ai 1.800 soggetti verificati nel 2011, entro la fine dell’anno sotto la lente degli uffici dovranno passare non meno di 2.000 grandi imprese.
I controlli sulle medie imprese saranno 13mila, mentre toccheranno quota 130.000 quelli riservati alle piccole imprese e ai professionisti.
Per le persone fisiche vengono confermati i 35mila accertamenti sintetici e da redditometro e gli 11.000 accertamenti bancari e finanziari.
Particolare attenzione anche alla riduzione del contenzioso (con il potenziamento della mediazione per le liti fino a 20mila euro) e alla liquidazione dei rimborsi: nel 2012 sarà smaltito il 70% di quelli 2010 sulle imposte dirette e, riguardo all’Iva, l’80% dei rimborsi relativi al 2010 e il 25% di quelli 2011

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