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Abusivi messi all’angolo

Espulsione diretta dall’albo per il prestanome di studi professionali (con pubblicazione del nome a mezzo stampa) e sequestro di tutti gli strumenti di lavoro. Queste le modifiche che troveranno spazio all’interno del ddl per il contrasto all’esercizio abusivo delle professioni, al vaglio della commissione giustizia della camera, che prevede, attraverso una modifica all’art. 348 c.p., l’innalzamento da sei mesi a due anni della reclusione e una multa fino a 50 mila euro e non più 500 per chi esercita senza titolo una professione regolamentata. Dopo uno stand by di qualche mese a seguito dell’approvazione in prima lettura del ddl da parte del senato nella primavera scorsa (si veda ItaliaOggi del 4 aprile 2014), ripartono i lavori al testo che porta la firma di Giuseppe Marinello (Ap). E concluse le audizioni al testo ecco che il prossimo passo si appresta a essere quello di pensare alle modifiche da apportare. «L’impianto normativo licenziato da senato è estremamente positivo», ha spigato a ItaliaOggi Alessandro Pagano (Ap), relatore al testo per la commissione giustizia, «ora non resta che apportare qualche modifica che completi il percorso e che è stata sollecitata dalle categorie interessate». Si stringe, quindi, ancora di più il cerchio intorno, non solo a chi esercita abusivamente una professione regolamentata, ma anche ai soggetti che collaborano con chi esercita abusivamente l’attività. Per questa specifica categoria, infatti, l’idea è quella di prevedere l’espulsione dall’albo di appartenenza e il sequestro di tutti gli strumenti di lavoro (oltre alla pubblicazione a mezzo stampa dei dati personali). Misura, quest’ultima, al momento solo prevista per chi esercita la professione. «Modifiche», ha sottolineato Pagano, «che ci sentiamo in dovere di tenere in debita considerazione senza che tempi si allunghino. Salvo intoppi parlamentari, infatti, a breve dovremo riuscire a far partire la discussione generale in commissione».

I contenuti. Oltre all’ innalzamento da sei mesi a due anni della reclusione e una multa fino a 50 mila euro e non più 500 per chi esercita abusivamente una professione regolamentata, il ddl prevede anche, per i casi in cui si tratti di professioni attinenti l’area sanitaria, che la pena per lesioni gravi diventi la reclusione da sei mesi a due anni. Mentre, in caso di lesioni gravissime il tetto è fissato a quattro anni. Previste, inoltre sanzioni fino 1.500 euro per le farmacie che detengono medicinali scaduti.

Le proposte. Soddisfatto dell’impianto normativo e delle proposte di modifica il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che, ieri, tramite il vicepresidente Davide Di Russo, al termine dell’audizione in commissione giustizia, ha sottolineato come «modificare l’art. 348 del c.p., inasprendo le pene per chi esercita abusivamente la professione sarà uno strumento utile affinché determinate attività caratterizzanti una professione siano svolte, per la delicatezza della materia in cui si estrinsecano e la rilevanza degli interessi coinvolti, da soggetti le cui competenze siano verificate attraverso il conferimento di un’abilitazione statale». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Confartigianato odontotecnici, categoria particolarmente coinvolta nel fenomeno dell’abusivismo, e Cna Sno che hanno posto l’accento, da un lato sulla necessità di incrementare fino 51 mila euro le sanzioni previste nel testo a carico del professionista che collabora con colui che esercita abusivamente una professione e, dall’altro lato di portare fino a 25 mila euro, partendo da una base di 10 mila, le sanzioni previste per l’esercizio abusivo dell’arte ausiliaria dell’odontotecnico.

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