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Abi: stabilizzare gli aiuti anche dopo il Covid

Mantenere le misure già adottate per fare fronte all’emergenza della pandemia, in particolare moratorie e prestiti con garanzia pubblica. E fare in modo che questi strumenti sopravvivano oltre la fine della pandemia. E ancora: «evitare la proliferazione di misure agevolative con la conseguente polverizzazione delle risorse disponibili». È la posizione che l’Abi avrebbe espresso ieri al premier Giuseppe Conte sul Recovery Plan se l’incontro non fosse stato annullato per la crisi di governo. L’Abi, per la quale proseguire con l’attuazione del Recovery Plan deve restare una priorità nonostante la crisi di governo, osserva come il piano preveda «l’utilizzo di strumenti finanziari per favorire l’apporto di risorse private (in forma di credito o capitale) al fianco di quelle pubbliche per attivare nuovi investimenti in particolare nell’area delle filiere strategiche, del miglioramento dei servizi». Viene inoltre ipotizzata la costituzione di un “Fondo di fondi”, che alimenti fondi operativi specializzati per strumenti finanziari, rischi assunti e settori di intervento». Ma a fronte di tutto questo, proprio per non creare duplicazioni e disperdere risorse, per l’associazione afferma che gli strumenti finanziari devono restare le «garanzie su finanziamenti bancari; contributi in conto interessi su finanziamenti bancari; finanziamenti agevolati, eventualmente associati a finanziamenti bancari». Insomma, molte delle iniziative varate già per la pandemia. Per i prestiti garantiti si consiglia l’utilizzo di piattaforme, come quella messa a punto dal punto dal Fondo di garanzia per le Pmi, che dunque può continuare a essere usata. Per i contributi in conto interessi funziona il modello di riferimento della legge Sabatini. L’Abi ieri è tornata a chiedere un intervento sulle regole Eba relative alle moratorie garantite dallo Stato: la proroga di queste moratorie, si fa notare, se non accompagnata da una interpretazione delle linee guida dell’Eba che oggi pongono un limite di 9 mesi alla durata complessiva del periodo di sospensione dei pagamenti, produce il rischio di dover riclassificare come esposizioni deteriorate tutte le esposizioni oggetto di moratoria con conseguenze gravemente dannose per i debitori». Un intervento in questo senso da parte di Eba, però, potrebbe arrivare già in settimana.

A proposto del sostegno pubblico ad operazioni di capitalizzazione delle imprese, si fa notare che questo è previsto solo in alcuni casi specifici. Tale intervento, invece, «dovrebbe costituire un perno importante per la ripresa nella fase post pandemica in un’ottica di sostenibilità e ottimizzazione della struttura finanziaria delle imprese». In materia di giustizia civile viene apprezzato lo sforzo per accelerare i processi. Al contempo si ripropone la necessità di investire anche nella specializzazione dei giudici in materia concorsuale e delle esecuzioni.

«Va purtroppo evidenziato che nell’ambito delle prossime misure legislative elencate non si prevede nulla sul versante del processo esecutivo», si osserva. Tema che è invece caldo per il recupero crediti e la riduzione dello stock degli Npl.

Tornando sul fronte del supporto alle imprese l’Abi ritiene che «le misure previste nell’ambito del Piano Transizione 4.0 potrebbero registrare ulteriori adesioni soprattutto se stabilizzate (temporalmente, ma anche nelle sue caratteristiche), favorendo in questo modo anche programmazioni di lungo periodo, che proprio per la complessità dei processi industriali coinvolti possono implicare piani di investimento che si articolano su più periodi di imposta».

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