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Abi: sofferenze nette in calo a 77 miliardi, salgono gli impieghi

È proseguita anche in maggio la serie positiva di crescita dei prestiti bancari a famiglie e imprese. Secondo il rapporto mensile Abi diffuso ieri con prestiti a quota 1.800 miliardi (contro i 1.714 miliardi di raccolta) l’incremento su base annua è stato dello 0,8%. Un dato che arriva insieme a quello, pure positivo, dell’ulteriore decremento delle sofferenze nette, che ad aprile si sono fermate a 77,2 miliardi (77,8 il mese di marzo) segnando così il livello più basso dal maggio del 2014. Solo lo scorso dicembre gli Npl netti contabilizzati a livello di sistema erano 86,8 miliardi: rispetto al picco del novembre 2016 (89 miliardi) sarebbe stato smaltito il 13 % dello stock di sofferenze cumulate. A questo punto, e prima che vengano realizzate le importanti cessioni di Npl annunciate (a partire da Unicredit che punta a cedere sul mercato 17,7 miliardi di sofferenze lorde) il rapporto tra Npl netti e gli impieghi totali si è ridotto a 4,42% ad aprile 2017 (era 4,89% a fine 2016 e 0,86% prima della crisi).
Tornando ai prestiti la nota Abi conferma ad aprile la ripresa del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie ha registrato una variazione positiva (+2,4% rispetto ad aprile 2016, quando già si manifestavano segnali di miglioramento). In particolare solo sul mercato residenziale nel primo trimestre sarebbero state compravendute 122mila abitazioni, quasi 10mila in più rispetto al primo trimestre 2016 (+8,6%). I prezzi delle abitazioni – si legge nel report – sono rimasti invariati negli ultimi tre mesi del 2016, proseguendo la tendenza alla stabilità in atto dalla seconda metà del 2015. «Nell’ambito del sondaggio Banca d’Italia-Il Sole 24 Ore le imprese di costruzione che realizzano una quota significativa di fatturato nel comparto residenziale hanno espresso valutazioni di cauto miglioramento, soprattutto prospettico, in termini di domanda e di occupazione».
Tornando ai dati sul credito, il consolidamento dell’attività si sta sviluppando in un contesto di tassi di interesse ai minimi. Sempre in maggio il tasso medio applicato sui prestiti alla clientela si collocava al 2,79%, nuovo minimo storico (2,81% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese risultava pari a 1,56%, era 1,53% il mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni si attesta al 2,12%, (2,13% ad aprile 2017, 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso.
Infine la raccolta, che si conferma a doppia velocità. I depositi in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine sono aumentati, a fine maggio 2017, di quasi 58 miliardi rispetto a un anno prima (variazione pari a +4,3% su base annuale), mentre prosegue la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 53,6 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -14,5%). Di appena lo 0,2% la crescita della raccolta complessiva. Resta su livelli minimi il margine fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie. A maggio era a 184 punti base (186 punti base il mese precedente), in netto calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (329 punti base a fine 2007).

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