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Abi: proroga delle misure per la liquidità, rafforzare l’Ace

Le misure per fornire liquidità alle imprese hanno funzionato e quindi è giusto prorogarle e ridurle in modo graduale. Ma proprio l’aumento dell’indebitamento al quale le aziende hanno fatto ricorso per restare in vita ora può richiedere la necessità di una rimodulazione «della durata/struttura dell’indebitamento o nuove risorse a titolo di capitale per ridurre il grado di leva»». Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi, ha colto l’occasione di un’audizione presso la commissione Finanze della Camera per chiedere l’adozione di misure che incentivino gli aumenti di capitale. La misura principale resta il credito d’imposta come l’Ace (Aiuto alle crescita economica). «Sarebbe utile aumentare la misura del beneficio associato agli incrementi di capitale realizzati in un determinato arco temporale (3-5 anni)», ha detto, confermando il beneficio a favore delle imprese «fino a quando tali incrementi di capitale vengono mantenuti dall’impresa». L’Associazione bancaria è consapevole del fatto che sono poche le imprese che, dopo il Covid, chiudono in utile. Per questo motivo Sabatini ieri ha rilanciato un percorso già indicato dalla Banca d’Italia: e cioè consentire «la trasformazione delle eccedenze Ace non fruite in crediti d’imposta utilizzabili in compensazione di tutti i tributi e contributi previdenziali, e non solo in compensazione dell’Irap, come attualmente previsto». Un intervento per rafforzare e ampliare il credito di imposta a fronte degli aumenti di capitale (Ace rafforzata) potrebbe essere fatto già in occasione del decreto di aprile che dovrà prorogare gli strumenti di liquidità, come moratorie e prestiti garantiti. Almeno questo avrebbe sollecitato il ministero per lo Sviluppo economico con il quale il Mef sta condividendo la definizione di quel decreto.

Sabatini ha poi lanciato un appello all’esecutivo affinché si faccia presto a rendere operativo il fondo Patrimonio rilancio, gestito da Cdp con una dotazione di circa 40 miliardi e destinato a interventi su imprese con fatturato oltre 50 milioni sia con prestiti subordinati, che con convertibili e iniezioni di capitale. Il fondo, però, è stato istituito nell’estate 2020 e ancora non decolla. «Si rileva come ora sia necessario accelerare l’avvio in concreto dell’operatività di tali misure considerati i termini stretti di scadenza delle misure di aiuto (giugno e settembre 2021) – ha detto –. La recente emanazione del regolamento ministeriale di attuazione va in questa direzione. Si attende ora che Cdp emani anche il decreto del Patrimonio rilancio, che dovrà poi essere approvato dal Mef auspicabilmente in tempi rapidi. Si segnala che le banche saranno chiamate a svolgere un importante ruolo anche nelle istruttorie degli interventi del fondo effettuati nell’ambito del normativo europeo sugli aiuti di Stato». Il dg è tornato poi sulla regolazione che rischia di soffocare le imprese, dal calendar provisioning alla riclassificazione a Npl dei crediti in moratoria. Peraltro ieri la task force sulla liquidità ha comunicato che sono ancora attive moratorie per 173 miliardi sui circa 300 miliardi richiesti in origine. Il dg ha aperto un nuovo fronte Eba: gli orientamenti dell’Autorità, nella parte in cui trattano il «profilo di rischio Esg dei clienti». Per l’Eba tra i fattori che le banche devono considerare per valutare la rischiosità del business di un’impresa ci sono anche i fattori di sostenibilità, che possono incidere sulla stabilità economico finanziaria di un’azienda. Sabatini auspica «un approccio proporzionale per l’applicazione della tassonomia Ue per le attività sostenibili alle Pmi» con un «soglie meno stringenti» per consentire di «evolvere le loro attività in un’ottica di transizione ecologica e le banche avranno la possibilità, dato il forte ricorso ai finanziamenti bancari da parte delle Pmi, di documentare tali progressi». Un percorso che evidenzia la necessità di un’«evoluzione del rapporto banca-impresa» che faccia perno su un quadro informativo ampio sulla situazione economico-finanziaria.

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