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Abi pronta allo showdown

Dicono i banchieri: il settore bancario nel suo insieme ha una capacità di generazione di ricavi e di sostenibilità dei costi che è limitata dal contesto esterno. Quindi è già un elemento di positività discutere della componente potere di acquisto, nel negoziato per il rinnovo del contratto dei 309mila bancari. Aggiungono: non è possibile avere altri elementi strutturali, come gli scatti, per esempio, che vanno eliminati, con ricadute sul calcolo del Tfr e, in prospettiva, sulle buste paga e sul costo del lavoro. Strutturalmente, dicono i banchieri. Quando sentono la disponibilità dei sindacati, come ha detto per esempio il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, a sedersi al tavolo e a parlare ma a patto che il blocco sia nell’ambito di questo contratto, rispondono, i banchieri, che questo significa non risolvere il problema.
Dal 25 novembre, martedì prossimo, Abi e i sindacati si metteranno al tavolo per rivedere insieme tutti i temi della trattativa che già qualche virata la ha fatta. Se in un primo momento, su richiesta dei sindacati, erano stati aperti due cantieri su area contrattuale e inquadramenti, dopo i primi incontri, ancora una volta su richiesta dei sindacati, i due temi sono stati riportati al tavolo principale per avere una visione complessiva del negoziato. Anche i banchieri del resto ritengono che le cose vadano tenute tutte insieme e che ogni controparte deve avere coscienza, chiaramente, dei punti rilevanti per l’una e per l’altra. Concedendo da una parte e dall’altra. Finora Abi sembra che sia disposta a concedere il riconoscimento dell’inflazione che, secondo un primo calcolo sarebbe pari all’1,85%, ossia un aumento di poco superiore a 50 euro, in media. I sindacati, in cambio, dovrebbero arretrare su scatti e tfr che però secondo un loro calcolo pesano molto di più di 50 euro: quindi lo scambio sarebbe decisamente in perdita per i lavoratori. Di qui le posizioni emerse al termine dei consigli nazionali di Fabi, Fiba, Fisac e Uilca che minacciano all’unanimità uno sciopero se i banchieri non cambiano posizione.
Uno scenario improbabile, dopo la giornata di ieri. «Il Comitato esecutivo di Abi ha pienamente confermato la linea portata avanti fino ad oggi con la solita compattezza che il presidente sa assicurare», afferma Alessandro Profumo che guida la delegazione di Abi nel negoziato per il rinnovo del contratto. Sugli interventi strutturali, quindi, niente passi indietro dei banchieri che, come riassume il presidente di Abi, Antonio Patuelli, confermano «la fiducia e la stima ad Alessandro Profumo» che ha «tutto il nostro appoggio», aggiunge. Nel prossimo incontro, il 25 novembre a Milano, si andrà allo showdown. Il comitato affari sindacali di Abi dove in queste settimane si sono susseguite discussioni molto aperte e intense su come dipanare l’intricata matassa del contratto andrà avanti compatto, i sindacati decideranno di conseguenza. Certamente uno sciopero in questo momento creerebbe non poche difficoltà. Per chi diventa più difficile la partita si vedrà, eventualmente, dopo. La disdetta del contratto del 31 dicembre non sembra in discussione.
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