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Abi, più prestiti Mercato in ripresa

I prestiti bancari proseguono il trend di lieve ripresa ormai in atto da quasi un anno. A fine settembre, secondo quanto riportato nell’ultimo bollettino mensile dell’Abi, si conferma il trend di crescita media su base annua dell’1,4% per cento. Anche se, in verità, disaggregando i dati tra prestiti alle famiglie e quelli alle imprese non finanziarie emerge che il credito a quest’ultimo comparto su base annua ha segnato una lieve flessione, pari allo 0,1 per cento. Mantiene il passo il settore delle famiglie, nel quale a fine agosto i prestiti hanno continuato a crescere del 2,7 per cento (stesso incremento registrato a fine luglio).
Le sofferenze nette hanno segnato una flessione rispetto al minimo storico (dal 2013) di 65,9 miliardi segnato a fine luglio; a fine agosto il dato si è fermato a 65,3 miliardi (anche se il rapporto tra sofferenze nette e impieghi è passato dal 3,82% di fine luglio al 3,83% di fine agosto).
L’Abi ha stimato che i crediti deteriorati lordi, che includono le posizioni scadute, gli unlikely to pay e le sofferenze, sono scesi ad agosto, al netto delle rettifiche «a 145 miliardi di euro, in riduzione di 28 miliardi (-16,4%) rispetto alla fine del 2016 e di 52 miliardi (-26,4%) rispetto alla metà del 2015» come evidenziato dal vicedirettore generale dell’associazione bancaria Gianfranco Torriero. Il differenziale dell’Italia rispetto agli altri paesi europei sul complesso dei deteriorati, a suo avviso, si sta riducendo anche grazie al forte miglioramento del tasso di deterioramento dei crediti. «Nel quarto trimestre del 2016 il flusso dei nuovi crediti deteriorati è, infatti, sceso al 2,3% in rapporto al totale dei crediti, un valore prossimo a quello osservato nel periodo pre-crisi e in forte diminuzione rispetto al valore massimo del 6% toccato durante la crisi», si legge nel rapporto diffuso ieri
I depositi continuano a salire: a fine settembre 2017 l’incremento è stato di oltre 70,1 miliardi di euro rispetto a un anno prima (+5,2% su base annuale), mentre si conferma il calo della raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, per quasi 43,9 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi (-12,7%).

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