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Abi, mano tesa alle imprese

Arriva una boccata di ossigeno per le imprese danneggiate dalla crisi conseguente al Coronavirus. Si tratta della possibilità di sospendere o allungare finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020. È quanto prevede l’addendum all’accordo per il credito 2019 sottoscritto dall’Abi, Associazione bancaria italiana, e dalle Associazioni di rappresentanza di impresa il 6 marzo scorso. Il 93% delle banche in Italia ha aderito alle nuove moratorie, che sono già operative per tutta l’Italia. A questo si aggiunge la decisione del Mise, in merito al Fondo di garanzia per le pmi di estendere automaticamente la garanzia per i finanziamenti oggetto di moratoria, senza quindi una valutazione aggiuntiva.

La moratoria è riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica «Covid-19». L’accordo per il credito 2019 prevede in origine la moratoria per i finanziamenti in essere al 15 novembre 2018, ma grazie all’addendum sottoscritto il 6 marzo, ora si applica per i prestiti in essere al 31 gennaio 2020, per tutte le imprese italiane che devono fronteggiare la temporanea interruzione/riduzione dell’attività a causa dell’emergenza sanitaria.

L’accordo prevede due tipologie di intervento a favore delle pmi.

Il primo è la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing. Il secondo intervento invece consiste nell’allungamento della scadenza dei finanziamenti, fino al massimo del 100% della durata residua del piano di ammortamento.

L’Abi e le Associazioni di rappresentanza di impresa nell’addendum si sono appellate alle banche al fine di accelerare il più possibile i tempi di istruttoria delle richieste, nonché di offrire alle imprese condizioni migliorative rispetto a quelle previste nell’accordo.

A tal proposito l’auspicio è che le banche accolgano l’appello non esercitando la possibilità di richiedere garanzie aggiuntive e che non prevedano di aumentare il tasso di interesse dei prestiti. Possibilità entrambe, però, previste dall’accordo per il credito 2019.

Il nuovo accordo è stato sottoscritto da Abi, Alleanza delle cooperative italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop) Cia-Agricoltori Italiani, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) che chiedono, inoltre, di ampliare l’operatività del Fondo di garanzia per le Pmi e misure aggiuntive per agevolare l’accesso al credito.

Moratoria per le imprese che soddisfano la classificazione di pmi. Possono richiedere la moratoria le micro, piccole e medie imprese (pmi) operanti in Italia, così come definite dalla normativa comunitaria, appartenenti a tutti i settori.

Al riguardo l’impresa deve dichiarare nella richiesta di sospensione/allungamento mutuo di essere un’impresa con un numero di dipendenti a tempo indeterminato o determinato non superiore a 250 unità e un fatturato annuo minore di 50 milioni di euro oppure un totale attivo di bilancio fino a 43 milioni di euro. Le pmi, al momento di presentazione della domanda, non devono avere posizioni debitorie classificate dalla banca come esposizioni non-performing, ripartite nelle categorie delle sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.

Sospensione anche in caso di rate già scadute, ma da non più di 90 giorni. Le rate possono essere già scadute, non pagate o pagate solo parzialmente, ma da non più di 90 giorni alla data di presentazione della domanda. Inoltre non possono essere ammessi alla misura i finanziamenti in relazione ai quali sia stata già concessa la sospensione o l’allungamento nell’arco dei 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda, a eccezione delle facilitazioni della specie concesse ex lege in via generale. Qualora il finanziamento sia assistito da garanzie, l’estensione delle stesse per il periodo di ammortamento aggiuntivo è condizione necessaria per la realizzazione dell’operazione.

Istruttorie più rapide e condizioni migliori. L’accordo per il credito prevede che le operazioni siano gestite su base individuale dalle banche aderenti all’iniziativa, senza alcuna forma di automatismo nella realizzazione della misura. Ogni banca effettua l’istruttoria con autonoma valutazione. Le banche dovrebbero fornire una risposta di norma entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda o dall’ottenimento delle informazioni aggiuntive eventualmente richieste dalla banca al cliente. Ma l’accordo prevede anche la possibilità per la banca aderente di offrire condizioni migliorative rispetto a quelle previste. Da qui l’appello contenuto nell’addendum, che invita le banche ad andare incontro alle esigenze delle imprese richiedenti, assicurando massima tempestività nella risposta, accelerando le procedure di istruttoria, anche riducendo significativamente i termini generali previsti e ove possibile attraverso l’offerta di condizioni migliorative rispetto all’accordo.

Sospensione anche per mutui/leasing agevolati. Via libera alla sospensione anche di mutui e leasing finanziari assistiti da contributo pubblico in conto capitale e/o interessi. In questo caso però sono due le condizioni da rispettare: la prima è che l’ente che eroga l’agevolazione abbia deliberato l’ammissibilità dell’operazione con riferimento alla specifica norma agevolativa, segnalandolo al ministero dell’economia e delle finanze, la seconda è che a seguito dell’operazione di sospensione, il piano originario di erogazione dei contributi pubblici non debba essere modificato.

Procedura già attiva, come presentare le domande. La richiesta di attivazione della moratoria può essere effettuata utilizzando il modello apposito predisposto scaricabile sul sito di Abi, alla sezione «Accordo per il credito 2019». Il modello è unico per la sospensione e per l’allungamento. La domanda deve essere sottoscritta dall’impresa richiedente e controfirmata dalla banca per avvenuta ricezione. Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2020. La banca può richiedere eventuale documentazione aggiuntiva da allegare alla richiesta. Dalle prime notizie sembra che alcune banche chiedono di integrare la richiesta con un business plan che specifichi perché l’emergenza Coronavirus danneggia l’impresa e come la stessa ha i mezzi per uscire in maniera positiva. I tempi di risposta di norma considerati in 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda o successive integrazioni, ma potrebbero essere più brevi viste le circostanze attuali.

I nuovi incentivi pubblici sollecitati al governo. Accesso agevolato a linee di credito a breve termine, realizzazione di operazioni di allungamento di finanziamenti a lungo termine e mitigazione delle perdite economiche subite sono gli ulteriori incentivi pubblici necessari secondo l’Abi e le Associazioni di rappresentanza di impresa per aiutare le imprese danneggiate dall’emergenza sanitaria «Covid-19». In particolare, i firmatari dell’accordo richiedono di ampliare l’operatività del Fondo di garanzia per le pmi, aumentando, tra l’altro, la quota garantita per le linee di credito a breve, in considerazione delle potenziali tensioni sul fronte della liquidità delle imprese. Inoltre l’addendum spinge verso una necessaria e urgente modifica delle attuali e diverse disposizioni di vigilanza europee sul settore bancario anche con riguardo all’applicazione di misure di moratorie da parte di banche e intermediari finanziari sui finanziamenti alle imprese. Tutto questo al fine di favorire la realizzazione di operazioni di sospensione o allungamento delle scadenze dei finanziamenti a imprese sane, con fondamentali solidi, danneggiate da situazioni eccezionali che ne limitano temporaneamente le possibilità operative. Al riguardo, l’Abi e le Associazioni di rappresentanza delle imprese firmatarie dell’addendum si stanno impegnando ad agire congiuntamente per sostenere tale richiesta presso le istituzioni nazionali ed europee

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