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Abi, le sofferenze salgono a 174 miliardi

Non accenna a placarsi la corsa verso l’alto delle sofferenze del sistema bancario italiano. Ad agosto, secondo quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi diffuso ieri, le sofferenze lorde nei bilanci delle banche italiane sono aumentate a 174 miliardi, facendo segnare un incremento di 1,6 miliardi rispetto a luglio e di ben 32,1 miliardi da agosto 2013 (+22,6% l’aumento su base annua). In rapporto agli impieghi le sofferenze sono pari ora al 9,2%, valore che segna il massimo dall’agosto del 1998, contro il 7,3% dell’agosto 2013.
Quanto alle sofferenze al netto delle svalutazioni, ad agosto sono salite a 79,5 miliardi dai 78,2 del mese precedente (+8,2% l’incremento annuo). Il rapporto sofferenze nette/impieghi si è collocato al 4,41% (4,3% a luglio e 3,93% ad agosto 2013). Una corsa che non trova soste e vede accumulare sempre più crediti che non rientreranno, figli della Grande Crisi del 2008. E il ritorno dell’Italia in recessione non fa certo ben sperare per il futuro prossimo.
Sul lato dei prestiti, invece, si assiste a una parziale stabilizzazione della caduta, anch’essa di lunga data. Il complesso dei finanziamenti bancari ha registrato a settembre una contrazione su base annua del 2,3%, in miglioramento rispetto al -2,5% del mese precedente e dal -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. In valori assoluti la contrazione del compelsso dei prestiti è stata di 42,1 miliardi su base annua.
In particolare, i soli finanziamenti a famiglie e imprese sono scesi a settembre dello 0,9% rispetto al -1,2% del mese precedente e al -4,5% di novembre 2013. Questo di settembre 2014 per i prestiti a famiglie e imprese – ha sottolineato l’Abi – è il miglior risultato da maggio 2012. E se il trend proseguisse per la fine dell’anno potrebbe avere un segno positivo.
La progressiva riduzione dei tassi Bce si è riverberata sul costo dei prestiti, in particolare i mutui. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni a settembre in Italia si è ridotto al 3%. Era al 3,12% il mese precedente e segna il valore più basso da marzo 2011; a fine 2007 era al 5,72%. Quanto alla raccolta bancaria prosegue il lungo stallo dell’approvigionamento via canale obbligazionario. A settembre infatti la raccolta tramite bond bancari ha fatto segnare su base annua un -10,6% a quota 462,1 miliardi con un calo in valori assoluti da settembre del 2013 di 55 miliardi. A compensare la difficoltà e l’onerosità delle banche a finanziarsi sul mercato dei bond c’è la continua progressione della raccolta da depositi della clientela salita a 1.246 miliardi il mese scorso (+3,8%) con un aumento in valore di 45 miliardi. Dal settembre del 2012 i depositi hanno sostenuto con un incremento di ben 84 miliardi l’approvvigionamento del sistema bancario che ha sofferto la difficoltà e il maggior costo del ricorso al mercato obbligazionario.

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