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Abi: le banche puntano sulla riconferma di Patuelli al vertice

Antonio Patuelli resterà alla guida dell’Abi nel biennio 2016-2018. Ieri il comitato esecutivo dell’associazione ha infatti approvato, per acclamazione, la proposta, avanzata dalle grandi banche, di confermare il presidente per un nuovo mandato. Patuelli era in scadenza nel prossimo mese di luglio. «Tra le tematiche affrontate – ha spiegato il presidente al termine della riunione di ieri- c’è stata l’indicazione delle grandi banche di un unico candidato per il rinovo degli organi dell’associazione bancaria per il biennio 2016-2018. Sono stato proposto dalle grandi banche, con il consenso delle altre e c’è stato un applauso che indica un’approvazione corale e unanime. Abbiamo preparato in maniera molto concorde tutta una fase di continuità per l’attività dell’associazione nel segno di una forte unità e determinazione».
Patuelli è stato designato al vertice dell’associazione nel 2013 (dopo le dimissioni del predecessore Giuseppe Mussari a causa del coinvolgimento nella vicenda Mps), in ossequio al principio dell’alternanza tra piccoli e grandi gruppi bancari alla guida del Palazzo Altieri prevista proprio dal lodo che porta il suo nome. La proposta della riconferma di?Patuelli, come recita lo statuto dell’Abi, sarà poi sottoposta al voto del Consiglio (chiamato a nominare, oltre al presidente, i cinque vicepresidenti dell’associazione e i componenti del comitato esecutivo), dopo che l’assemblea convocata per luglio, ne eleggerà i novanta membri. Durante la riunione di ieri è stato poi nominato all’unanimità anche il nuovo responsabile del Casl dell’Abi, l’organismo che cura i rapporti con i sindacati: si tratta di Eliano Omar Lodesani, chief operating officer di Intesa Sanpaolo, che succede ad Alessandro Profumo (si veda anche articolo a pagina 21).
Al comitato esecutivo era presente anche il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, che è intervenuto durante la prima parte della riunione e ha risposto alle richieste di delucidazioni e alle osservazioni formulate dai banchieri. Al centro del confronto, i provvedimenti già messi in campo dal governo per imprese e banche, ma anche gli interventi contenuti nella legge di stabilità e le ulteriori iniziative allo studio come la bad bank, su cui è ovviamente alta l’attenzione dell’intero settore. «Abbiamo fatto il punto sulle misure previste nella legge di stabilità e ho raccolto stimoli e segnalazioni che potranno essere tradotti in ulteriori provvedimenti», ha spiegato poi il ministro al termine del suo intervento: «Con le banche bisogna lavorare insieme per irrobustire la ripresa del paese che c’è e che è in atto. Le banche sono delle imprese e non ho mai creduto in una contrapposizione con le altre tipologie di aziende. Sono una parte fondamentale del nostro paese e per irrobustire la crescita. È un settore molto solido, variegato e anche nel momento della crisi non ha mai usato gli aiuti come è successo negli altri paesi». Patuelli, dal canto suo, ha sottolineato «lo spirito molto costruttivo dell’incontro nel quale c’è stato apprezzamento per le misure già realizzate e per quelle contenute negli stampati parlamentari della legge di stabilità».

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