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Abi: la raccolta è stabile nella crisi

di Rossella Bocciarelli

Il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, affronterà già da oggi i problemi legati alle richieste dell'Eba «nelle sedi appropriate» in seguito a un mandato conferitogli ieri all'unanimità dal comitato esecutivo dell'Associazione. Il punto è, infatti, che le proposte dell'Eba per i gruppi creditizi del campione europeo (per l'Italia sono 5), a cominciare dall'indicazione di portare il core tier one al 9% entro il mese di luglio 2012, sono proposte già approvate dal consiglio europeo di fine ottobre. Molti margini per arrivare a una revisione della posizione del consiglio, dunque, non ve ne sono, a meno di non prendere in considerazione l'ipotesi di un'azione legale presso la Corte di giustizia europea .Però le banche italiane restano convinte che le scelte dell'esercizio Eba siano state inappropriate nel merito, nel metodo e nella tempistica. Nel metodo, si fa osservare all'Abi, perchè di fatto si è scelto di cambiare le regole, ma poiché si tratta di un "esercizio temporaneo", non si è passati per una valutazione d'impatto economico della nuova normativa, che di solito viene condotta in collaborazione con l'industria finanziaria. Nel merito, perchè l'Eba impone di portare a valore di mercato tutti i titoli di stato, anche quelli che le banche italiane detengono fino alla loro scadenza. Ma questo ha poco senso, si fa osservare, perchè ipotizzare che lo Stato italiano alla scadenza di un titolo sia costretto a rimborsare 84 invece che cento per cento del valore nominale di un suo titolo vuol dire ammettere implicitamente che l'Italia possa andare in default.

Infine, c'è la questione del timing: come mai per le nuove norme di Basilea tre si è pensato a un'entrata a regime graduata nel tempo, per evitare effetti prociclici e invece stavolta si dice che ci si deve adeguare subito, proprio mentre tutte le previsioni parlano di ciclo economico debole e di timori di ricaduta in recessione?

Con ogni probabilità, dunque, già da oggi gli esponenti dei maggiori gruppi bancari italiani inaugureranno una «fase di interlocuzione» con l'autorità nazionale, vale a dire la Vigilanza di Bankitalia, per verificare con quali strumenti coprire quel fabbisogno di capitale che consentirà di portare il loro core tier 1 al 9%. I tempi sono stretti, visto che l'Eba pubblicherà entro la fine di novembre i dati aggiornati con il fabbisogno di capitale calcolato banca per banca sui dati di bilancio al 30 settembre (nell'esercizio dell'authority europea con i dati al 30 giugno il deficit di capitale per i 5 gruppi italiani era risultato pari a 14,7 miliardi); e visto anche che le banche italiane sono tenute, entro fine dicembre, a fornire i loro piani per arrivare con un core tier 1 al 9% entro luglio 2012.

Ieri i banchieri hanno discusso anche di congiuntura: i dati dell'outlook mettono in evidenza che nonostante tutto la raccolta continua a crescere in modo costante (+2,82% tendenziale) a 2.212 miliardi mentre gli impieghi mostrano una crescita del 5,3% (era +5,4% in settembre) e sui tassi non è ancora possibile apprezzare l'effetto del ribasso apportato dalla Bce. Le sofferenze lorde hanno superato quota 100 miliardi anche se, considerando il valore al netto delle svalutazioni il loro ammontare è pari a 53,8 miliardi di euro (-700 milioni sul mese precedente) il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali si è collocato invece a settembre al 2,78% (era 2,83% ad agosto 2011).

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