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Abi, imprese e coop: confronto europeo

 

ROMA – «Timori e valutazioni condivise hanno portato Abi, Alleanza delle Cooperative, Confindustria e Rete Imprese Italia, a chiedere un confronto aperto a livello europeo sui rischi legati all'implementazione dei requisiti di rafforzamento patrimoniale previsti da Basilea3». Così il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, spiega le motivazioni dell'incontro con il vicepresidente della Commissione Ue, responsabile per l'Industria, Antonio Tajani, anticipato ieri da il Sole 24 Ore.

«Le banche italiane – ha aggiunto il presidente dell'Associazione dei banchieri– in questa azione sono fortemente vicine anche a quelle imprese, associate a Rete Imprese Italia e Alleanza delle Cooperative, che insieme con le aziende di Confindustria porteranno avanti la richiesta di calibrare la normativa, tenendo in considerazione la specificità del sistema produttivo nazionale». La finalità della proposta è chiara, spiega ancora Mussari: si tratta di «non rischiare ulteriori difficoltà nell'attività di erogazione del credito, penalizzando, così, le Pmi italiane che rappresentano l'ossatura fondamentale della nostra economia».La proposta tecnica esposta a Bruxelles al commissario Ue per l'Industria (ma le stesse associazioni si accingono ad incontrare anche il Commissario ai servizi finanziari Michel Barnier che materialmente presenterà entro il mese di luglio prossimo la direttiva europea di recepimento dell'accordo Basilea 3) suggerisce di inserire nel testo della futura direttiva un fattore di correzione da applicare al calcolo degli attivi ponderati per il rischio verso le piccole e medie imprese.

Si tratta di un balancing factor in grado di riequilibrare, per queste voci specifiche, l'incremento dei requisiti patrimoniali (previsto nell'accordo interbancario per tutti i portafogli bancari) che a regime sarà pari a circa il 30% in più dei requisiti attuali. In sostanza, con l'introduzione di un nuovo coefficiente di moltiplicazione (che dovrebbe essere pari al 76,19%) nella formula per il calcolo dei cosiddetti risk weighted assets, la banca non sarebbe più costretta ad aumentare di quasi il 30% rispetto a oggi l'assorbimento di capitale necessario a fronte di un credito a una piccola e media impresa (un'azienda con un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro). Come conseguenza verrebbe azzerato il rischio di una riduzione del credito disponibile per le Pmi. Sempre ieri, intanto, il presidente dell'Abi Mussari e il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti hanno sottoscritto un Protocollo d'intesa che si propone di favorire lo sviluppo dei rapporti tra banche e imprese di costruzioni.

 

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