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Abi, con Cura Italia ossigeno a imprese senza aumento Npl

L’Associazione bancaria italiana sembra al momento soddisfatta delle misure adottate nel decreto Cura Italia. La moratoria sui prestiti alle imprese e l’ampliamento del Fondo Gasparrini per la sospensione dei mutui consentiranno di non togliere liquidità alle imprese e dare ossigeno alle famiglie dei liberi professionisti indebitati con i mutui per la casa. Ma al contempo tutto questo non andrà a incidere sulla formazione di nuovi Npl. Secondo il vice direttore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero, «le autorità di vigilanza dovrebbero recepire le indicazioni dell’Eba di non considerare come crediti non performanti i prestiti sui quali si stanno disponendo» misure cosiddette di forebearance (quindi revisione delle condizioni, come la sospensione) ma nei fatti di congelarli. «Tanto più che si tratta di crediti in bonis – ha osservato – Aiutiamo le imprese a superare questa fase ma sarà fondamentale la durata dell’emergenza». Il bollettino mensile Abi diffuso ieri attesta un livello delle sofferenze ai livelli minimi da 10 anni: 25,85 miliardi.

Tutte queste misure saranno oggetto della riunione del comitato esecutivo dell’Associazione bancaria, che avrà come ospite – ovviamente in collegamento remoto per tutti – il ministro per l’Economia, Roberto Gualtieri. Il confronto serrato nei giorni antecedenti il Consiglio dei ministri di domenica aveva nel mirino la consistenza delle garanzie pubbliche per ampliare la portata delle moratorie: il punto di compromesso per estenderne il raggio di azione sarebbe stato quello di allungare la durata di queste garanzie – fornite da Fondo centrale per le Pmi – da 6 a 9 mesi. La loro funzione sarà quella di assistere operazioni di rifinanziamento in cui le banche dovranno fornire almeno il 10 per cento di nuova liquidità (non in garanzia) e di coprire la quota interessi della sospensione delle rate, che nell’accordo Abi-imprese copre solo la quota di capitale. La garanzia pubblica serve proprio per evitare che l’estensione della sospensione anche agli interessi costringa le banche a disporre ulteriori accantonamenti patrimoniali perchè quei crediti nei fatti si sono deteriorati.

C’è poi il rifinanziamento (per soli 400 milioni) del fondo Gasparrini sui mutui, a fronte dell’ampliamento della platea ai professionisti che ha subito contrazioni del fatturato nel periodo dell’emergenza: è sospeso il requisito Isee ma resta il tetto di 250 mila euro dei mutui. E ancora: misure per evitare che vietano la revoca di finanziamenti fino a settembre. Resta da capire se il testo del decreto resterà invariato o subirà modifiche prima dell’entrata in vigore per motivi di limiti di finanza pubblica. Trai temi sul tavolo ci sarà probabilmente anche l’evoluzione del confronto in sede di commissione europea per l’implementazine del Mes, il fondo salva Stati.

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