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Abi: calo record per i prestiti erogati a famiglie e imprese

L’economia reale non migliora, e i prestiti a famiglie e imprese registrano ancora una caduta. A gennaio, infatti, secondo l’ultimo outlook mensile dell’Abi gli impieghi erogati a questo comparto del settore privato sono stati pari a 1.467 miliardi di euro e hanno subito una flessione del 3,26% rispetto a gennaio 2012 (contro il -2,5% di fine 2012), toccando così un nuovo record negativo rispetto agli ultimi due anni.
L’andamento, ha spiegato il direttore centrale dell’Associazione di Palazzo Alteri, Gianfranco Torriero, è in linea con l’evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche (Pil e investimenti), considerato che sono ormai sei i trimestri consecutivi di recessione. Anzi, la brutta sorpresa del dato sul Pil nel quarto trimestre spingerà l’Abi a rivedere le sue stime per l’intero 2013.
In dicembre l’associazione aveva indicato una stima (rapporto Afo) di una contrazione dello 0,6% quest’anno e di una ripresa blanda nel 2014 (+0,8%). Ma il -0,9% registrato dall’Istat per il quarto trimestre del 2012 porta già a una flessione del Pil 2013 acquisita dell’1 per cento. Il rapporto dell’Abi evidenzia, inoltre, come il totale dei prestiti all’economia dati dalle banche italiane a gennaio sia pari a oltre 1.919 miliardi e sia nettamente superiore all’ammontare complessivo della raccolta, che ammonta a 1.752,8 miliardi. Un aspetto, quest’ultimo, che è stato sottolineato dal neo presidente dell’Associazione, Antonio Patuelli: «Le banche che operano in Italia prestano molto più di quello che raccolgono: impiegano infatti il 120% della loro raccolta» ha dichiarato Patuelli, durante un intervento radiofonico. «Le banche – ha poi spiegato – sono intermediari che raccolgono dai risparmiatori e prestano a chi ha i titoli per restituire: questa che può sembrare una rigidità è invece un modo per tutelare i risparmiatori». Tornando ai dati dell’outlook, la raccolta bancaria è cresciuta del 2,54% a gennaio (+1,6% a dicembre) trainata dalla progressione dei depositi (+6,76% a gennaio da +6,2% a dicembre). Il balzo dei depositi che si registra da novembre è spiegato dal clima di incertezza che continua a spingere i risparmiatori a preferire la liquidità.

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