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Abi attacca la Ue: basta regole

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, attacca Bruxelles e soprattutto la Vigilanza unica, che sforna continuamente regole. «Necessita fermare il continuo terremoto internazionale ed europeo dei requisiti patrimoniali prospettici delle banche: l’incertezza del diritto ostacola la stessa operatività ordinaria delle imprese bancarie», ha detto Patuelli durante il suo intervento in un convegno a Roma. «Il 2017», ha proseguito il numero uno dell’Abi, «vedrà un numero ridottissimo di gruppi bancari e banche indipendenti in Italia a seguito delle riforme nazionali, ostacolate però dalla Vigilanza unica, che troppo spesso chiede capitali supplementari per le nuove aggregazioni, sfavorite anche dall’anacronistica sopravvivenza nostrana dell’Iva infragruppo».

Secondo Patuelli «la sperimentazione biennale della Vigilanza unica non ha finora rappresentato una svolta per la ripresa, ma ha appesantito le misure, che da prudenziali si sono spesso trasformate paradossalmente in fattori di ulteriore indebolimento delle banche che, invece, necessitano innanzitutto di stabilità normativa e di maggiore redditività».

Ma bisogna cogliere il campanello d’allarme: «L’Unione europea scricchiola e non dà segni di progettualità per una nuova Costituzione per l’Europa, né sulle tematiche bancarie che rappresentano, con l’immigrazione, i principali banchi di prova per la sopravvivenza e lo sviluppo di questa Unione. È indispensabile un chiarimento sulle strategie europee e una verifica dell’esperienza della Vigilanza unica, che rischia di essere una fuga in avanti».

Patuelli ha quindi difeso il sistema bancario italiano, affermando che «sostengono il massimo sforzo contro gli effetti della lunga crisi e per la ripresa». Per quanto riguarda il bail-in, «occorre accrescere la fiducia verso le banche, a cominciare dalle regole di trasparenza semplice che sollecitiamo innanzitutto a Consob. Lo spavento dell’introduzione delle normative europee sulle banche in grave crisi deve essere affrontato anche con iniziative di educazione finanziaria e di inequivoca chiarezza nella vendita di ogni prodotto».

A questo proposito Lando Maria Sileoni, segretario generale del sindacato Fabi, ha auspicato che si arrivi a un accordo con l’Associazione bancaria entro fine anno «su un codice per la vendita responsabile dei prodotti finanziari a tutela di lavoratori e clientela, che preveda sanzioni per le banche inosservanti e garantisca la piena copertura legale e assicurativa agli impiegati bancari in caso di eventuali controversie».

Infine, un accenno di Patuelli agli esuberi di personale: argomento affrontato martedì dal d.g. di Bankitalia, Salvatore Rossi. Nel nuovo contratto nazionale di lavoro «vi sono gli strumenti per affrontare i processi organizzativi. Occorre, come sostengono in convergenza Abi e i principali sindacati, che per i prossimi anni siano indirizzati al sostegno dei prepensionamenti volontari i fondi di solidarietà esclusivamente bancari, finora altrimenti utilizzati».

Giacomo Berbenni

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