Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Abbattimento del debito con il contributo comunale

ROMA — «Basta con i decreti omnibus»: è il senso dell’ordine del giorno presentato in commissione Affari costituzionali del Senato e accolto in aula dal governo durante la discussione sul decreto Fare, proseguita fino a tarda notte per terminare stamane. Ma proprio ieri è stato messo in pentola l’ennesimo «minestrone», per dirla con la Lega nord: gli emendamenti al Fare hanno spaziato dal «pastazzo di agrumi» alle tasse sulla benzina. Per scongiurare la richiesta di fiducia del governo, gran parte degli oltre 700 emendamenti sono stati ritirati da Pd e Pdl: in aula ne sono arrivati 68, in pratica solo gli emendamenti già passati nelle commissioni Affari costituzionali e bilancio. Il governo è stato però battuto su un ordine del giorno della Lega che chiedeva l’abolizione della tassa sui telefonini.
Tra le modifiche rilevanti, quella sul tetto agli stipendi dei manager pubblici, che lunedì aveva scatenato la bagarre . La versione approvata dall’aula lascia il tetto previsto dal Salva-Italia di 300 mila euro per i vertici delle società pubbliche non quotate. Mentre per le quotate, quelle che emettono titoli diversi dalle azioni, e anche le controllate di entrambe, viene introdotto un taglio del 25% allo stipendio. Le novità si applicheranno al primo rinnovo dei cda o comunque ai compensi ancora da definire. Ma non saranno valide se nei 12 mesi precedenti all’entrata in vigore della legge, sono già state adottate riduzioni dei compensi. Come per Enel: presidente e prima fascia di dirigenti si sono ridotti lo stipendio del 30%, mentre l’ad ha tagliato del 100% la parte variabile del suo emolumento e il 30% di quello da direttore generale.
Nel decreto, 200 milioni per la banda larga: secondo il viceministro Antonio Catricalà le nuove tecnologie nella Pa porteranno 5 miliardi di risparmi. Varato anche il pacchetto Expo: biglietti con l’Iva al 10% e contratti a termine ad hoc . Stabilita poi un’ulteriore partecipazione degli enti locali alla riduzione del debito pubblico: il 10% degli introiti delle loro dismissioni immobiliari andrà al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. Il Senato ha detto sì pure allo sconto del 30% delle multe per chi paga entro 5 giorni dalla contestazione, mentre è stata bocciato lo stesso sconto per gli automobilisti virtuosi da almeno due anni. La sede dell’Authority dei trasporti sarà a Torino.
I gestori degli impianti di carburanti portano a casa un successo e una sconfitta: è stato allargato il bonus fiscale a tutti i tipi di contratto di gestione, e non solo al comodato d’uso. Ma è stato anche deciso l’allargamento della platea di chi pagherà da gennaio la «Robin tax» (il 6,5% di Ires in più): tutte le imprese con più di 300 mila euro di utile e un giro di affari di 3 milioni di euro. Soddisfatti invece gli agricoltori, che potranno vendere direttamente i propri prodotti. Infine sono «salvi» dall’incompatibilità i deputati-sindaci di Comuni eletti prima del settembre 2011: dovrebbe trattarsi di pochi casi visto che molti avrebbero già rinunciato alla carica. Cambia pure la soglia per l’incompatibilità: da 15 mila a 20 mila abitanti. Dopo i 20 mila scatta l’ineleggibilità.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa