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“Abbassate l’Iva sulla bolletta elettrica”

ROMA — Abbassare le tasse sulle bollette elettriche. Il presidente dell’Autorità dell’energia Guido Bortoni regala una speranza agli italiani e affida una proposta concreta al governo: «Si potrebbe portare parte del gettito della maggiorazione sul-l’Ires (la cosiddetta Robin Hood tax) a compensare una riduzione dell’Iva sulle componenti tariffarie parafiscali nelle bollette dei consumatori». La relazione annuale dell’Autorità ha dedicato più di un passaggio al disagio sociale che la crisi economica sta portando in Italia e all’impatto sul fabbisogno: «Il consumo interno dell’energia complessiva del 2011 si è allineato all’analogo dato del 1999», ma il dato più preoccupante è che «nel biennio 2010-2011 il 10% delle famiglie era in condizioni di morosità, percentuale che sale al 19% nel caso delle piccole o medie imprese».
Di fronte a questa situazione, l’ipotesi d’intervento sull’Iva nasce dalla considerazione che mentre i prezzi all’ingrosso per elettricità e gas si vanno allineando al resto d’Europa, il peso fiscale porta la bolletta stabilmente al di sopra della media europea, specie al crescere dei consumi (dai 2500 Kw annui in su). Ancora a vantaggio dei consumatori l’indagine conoscitiva annunciata da Bortoni sulle offerte elettriche del mercato libero, la cui credibilità è già minata dal fenomeno dei contratti non richiesti e risulta ulteriormente complicata da una serie di offerte che “nascondono” dietro servizi accessori (punti fedeltà, regali, assistenza) dei prezzi unitari più alti rispetto alle tariffe del mercato tutelato. Il risultato è la scarsa capacità degli italiani di scegliere: a nove anni dalla liberalizzazione del gas e a 5 da quella dell’elettricità, al mercato libero sono infatti passate “solo” il 13% delle famiglie per il metano e il 18% per l’elettricità.
Un passaggio è stato dedicato anche al meccanismo degli incentivi alle rinnovabili, i cui tagli progressivi hanno creato molto scontento nell’industria. Bortoni ha difeso le scelte di governo e autorità ricordando che il livello degli aiuti a fotovoltaico ed eolico è ancor più alto della media Ue, e secondo Bortoni «non è ragionevole oltrepassare tale livello per esigenza di politica industriale o occupazionale. Per fare ciò, sono altri gli strumenti da utilizzare, come la fiscalità generale o di scopo». Non solo, dopo il boom del fotovoltaico (+463% nel 2011), è ora di spostare le risorse sulle altre fonti, ha detto il presidente dell’Autorità, a partire dalle rinnovabili termiche e dall’efficienza energetica. Ultimo capitolo quello dell’acqua, settore su cui l’Authority ha da poco acquisito la competenza e su cui da settembre si terranno gli “Stati generali della regolazione idrica”. Qui non mancano i problemi: «Il settore presenta oggi, a quasi vent’anni dall’avvio della riforma promossa dalla legge Galli, rilevanti criticità, — ha denunciato ancora Bortoni — non solo con riferimento alla qualità assicurata ai clienti finali, ma anche in termini di tutela dell’ambiente e del territorio in generale».

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