Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Abbandono senza l’addebito

Non viola i doveri matrimoniali l’abbandono del tetto coniugale che intervenga in una situazione già irrimediabilmente compromessa, anche per ragioni oggettive, che prescindono dal l’addebitabilità a uno dei coniugi. A sottolinearlo è la Cassazione, sezione sesta civile, con ordinanza 16285/2013.
Protagonista della vicenda una donna che, stanca del ménage familiare, decide di lasciare la casa coniugale. Di qui la richiesta del marito al tribunale della separazione con addebito: la donna, secondo il marito, con il trasferimento repentino e preceduto solo da una lettera di addio, aveva infranto l’obbligo di coabitazione. Non solo. La consorte non aveva neppure provato condotte del partner contrarie agli impegni matrimoniali. L’istanza, però, viene respinta: l’allontanamento si inseriva in un momento in cui il vincolo affettivo era «definitivamente compromesso da parecchio tempo».
La tesi è accolta dalla Corte d’appello, che giustifica la scelta della donna con il «progressivo sgretolarsi dell’unione». Non convinto, l’uomo porta il caso all’esame dei giudici di legittimità, per omessa motivazione sul nodo centrale della questione: le «modalità gravemente ingiuriose» del distacco dalla residenza da parte della donna, che si era limitata a lasciare «un biglietto di abbandono definitivo».
Ma la Cassazione boccia il ricorso. Se l’allontanamento dal tetto coniugale interviene in una situazione già irrimediabilmente compromessa, anche per ragioni obiettive, che prescindono dal l’addebitabilità a una delle parti, la condotta non viola i doveri matrimoniali. Nel puntualizzarlo, la Corte richiama il costante orientamento, fermo a sostenere l’irrilevanza – al fine di imputare al singolo coniuge la responsabilità per la rottura del rapporto – dei comportamenti sopravvenuti «in un contesto di disgregazione della comunione spirituale e materiale quale rispondente al dettato normativo e al comune sentire, in una situazione stabilizzata di reciproca sostanziale autonomia di vita, non caratterizzata da affectio coniugalis» (tra le ultime, si veda la sentenza 9074/2011 della Cassazione).
Nello stesso senso, del resto, la Cassazione si è pronunciata con la sentenza 2183/2013. In questa occasione, la Corte ha anche chiarito come – seppur con la riforma del diritto di famiglia del 1975 la separazione sia consentita ogni qualvolta si verifichino, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza – va dato rilievo anche a elementi soggettivi. Fra questi vanno ricondotti, come più volte sostenuto dalla giurisprudenza, anche i fattori riferibili alla «formazione culturale, alla sensibilità e al contesto interno alla vita dei coniugi» che, tuttavia, siano oggettivamente apprezzabili e giudizialmente controllabili in sede processuale. Oggettività che non va confusa con l’addebitabilità delle circostanze all’altro coniuge. Si dovrà pertanto vagliare, volta a volta, se il disagio che ha motivato la separazione possa valere o no a sostenere anche una pronuncia di addebito a carico di chi abbia apparentemente violato gli obblighi coniugali.
Nel caso deciso con la sentenza 16285/2013, quindi, la Cassazione abbraccia la soluzione adottata dalla Corte territoriale che – assenti contestazioni sulla preesistenza di una situazione d’intollerabilità della convivenza – aveva negato ogni rilievo all’abbandono del tetto coniugale. Anzi, erano proprio le modalità dell’allontanamento, ridotte a una lettera di addio, che attestavano appieno «l’incomunicabilità ormai frappostasi tra i due», segno di una frattura già in atto.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa