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AAA, vendesi Alitalia. Anche fatta a pezzi

Da oggi Alitalia è in vendita. Il bando per la cessione dell’azienda, composto di otto pagine è stato pubblicato ieri sera sul sito della compagnia dopo l’ok dei ministri dello Sviluppo Carlo Calenda e dei Traporti Graziano Delrio. Questo documento dà il via libera alla presentazione delle “manifestazioni di interesse” che dovranno pervenire entro le ore 18 del 5 giugno, presso uno studio notarile romano.
A nove anni dal precedente fallimento, Alitalia si ritrova nelle stesse condizioni, con una gara che cerca di attirare a Roma possibili acquirenti. Un po’ come nel 2008, quando il governo cercò di “piazzare” sul mercato un’azienda che era comunque la prima in Italia per passeggeri. Oggi però il settore è stato rivoluzionato con il dominio assoluto di Ryanair. E non aiuta la discesa in campo di potenziali acquirenti ancora nell’ombra il clima interno all’azienda, avvelenato da un referendum che ha bocciato il salvataggio da parte di Etihad e dei soci italiani.
Quel che è certo è che da oggi si gioca sul serio per salvare la compagnia: durante queste tre settimane i potenziali acquirenti, anche nella forma di cordate, avranno modo di mettere in piedi una proposta che punti al recupero di Alitalia seguendo la strada tracciata dai commissari Enrico Laghi, Stefano Paleari, Luigi Gubitosi.
Varie le strade percorribili segnate dal bando. La prima prevede «la cessione unitaria dei complessi aziendali dell’impresa con la prosecuzione dell’esercizio ». La seconda, contempla la «ristrutturazione economica e finanziaria dell’impresa sulla base di un programma di risanamento » e cioè un passaggio che potrebbe aprire la porta ad una profonda e dolorosa revisione di stipendi, asset, contratti, rotte. Mentre la terza via rende possibile la «cessione di complessi di beni e contratti dell’impresa con la prosecuzione dell’esercizio», insomma uno spezzatino. I passi successivi alla presentazione delle manifestazioni di interesse – se ne arriveranno – verranno definiti nel dettaglio nelle prossime settimane. Ma in sostanza prevedono l’apertura della “data room” (i dati finanziari sensibili di Alitalia) a giugno e le offerte non vincolanti a luglio. Le offerte vincolanti potrebbero arrivare già nel cuore dell’estate e non oltre ottobre.
Gli unici paletti posti dai commissari riguardano «manifestazioni di interesse presentate da imprese che si siano trovate, nei 12 mesi precedenti in stato di liquidazione; siano state sottoposte a procedure concorsuali o che siano in stato di insolvenza o di crisi».
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